Caffè – Tre vite lontane, un unico messaggio di speranza

Caffè – Tre vite lontane, un unico messaggio di speranza

Una fabbrica che rischia di inquinare una piantagione di caffè nella Cina meridionale, una caffettiera tramandata da generazioni e dal valore affettivo inestimabile che viene trafugata, il furto di una partita di semi di caffè pregiatissimo: sono questi elementi che legano tre storie, tre vite completamente separate, ma in un certo modo collegate da un filo invisibile, da una volontà superiore che però può essere sovvertita dalla casualità o dall’arbitrio dell’uomo. Unico fattore veramente comune, il caffè. La bevanda con la quale la maggior parte delle persone comincia la giornata lavorativa, mentre per altri costituisce un’espediente per incontrare amici o far sbocciare una relazione amorosa, nel film Caffè di Cristiano Bortone unisce dall’alto le storie di tre persone completamente ignare l’una dell’altra, che abitano agli estremi del mondo.

caffèIn Italia è ambientata la storia di Renzo, sommelier di caffè rimasto disoccupato, il quale dopo aver scoperto che la sua fidanzata Gaia è rimasta incinta la convince a cambiare vita e a trasferirsi a Trieste. Lì si imbatte in una situazione difficile quanto quella da cui cercava di fuggire, e organizza con i colleghi della torrefazione dove lavora una rapina ad un carico di semi di caffè che gli potrebbe fruttare una bella somma.

In Belgio, Hamed ha un piccolo banco dei pegni, ma durante una violenta manifestazione di protesta il suo negozio viene saccheggiato e un’antica caffettiera d’argento a cui era profondamente legato viene trafugata. Dopo essere riuscito a scoprire l’identità del ladro, Hamed decide di farsi giustizia da solo, ma i suoi piani non vanno come aveva previsto.

Dall’altra parte del mondo, in Cina, Fei è un giovane manager di un’importante industria chimica e sta per sposarsi con la figlia del suo capo. Mentre progettano di andare a vivere in Europa per fuggire dall’enorme metropoli di Pechino, egli viene scelto per occuparsi di un grave incidente occorso negli impianti della regione dello Yunnan, regione dalla quale proviene Fei e patria della produzione del caffè. Lì conosce Fang, una giovane ragazza che è fuggita dalla città per vivere nella natura, e che si è dedicata alla pittura col caffè. Dopo aver riscontrato gli effetti devastanti dei prodotti chimici sul territorio, Fei è costretto a fermarsi a riflettere e a fare i conti coi valori della vita.

caffèCome ha detto lo stesso Bortone, l’intento del film appare chiaro fin da subito: rappresentare l’incertezza dei tempi in cui viviamo e ci ritroviamo ogni giorno, e in cui i suoi personaggi agiscono. Le problematiche appartenenti a ogni storia che compone Caffè sono espresse attraverso i destini che legano i protagonisti in luoghi separati fra loro, in vite separate fra loro, ma che ognuno affronta con una forza interiore esemplare: l’intolleranza e la tensione razziale scaturita dalla paura del terrorismo in Belgio, la forte disoccupazione giovanile (ma non solo) che attanaglia l’economia italiana, con la crescente disperazione che porta a compiere atti sconsiderati, e l’inarrestabile industrializzazione della Cina, con le conseguenti catastrofi ambientali delle quali non ci rendiamo immediatamente conto, ma che cambieranno per sempre il nostro pianeta.

Tutte queste problematiche dunque, seppur lontane nello svolgersi, sono accomunate da un filo rosso, che è appunto la bevanda amara che tutti ben conosciamo. Come dicono i sommelier (e come ci spiega infatti Renzo nel film), il caffè ha tre gusti, tre diverse percezioni sensoriali che portano a diversi sapori e a diversi stati d’animo; l’amaro, l’aspro e il profumato. Ed esattamente tre sono anche i contesti sociali in cui si sviluppano le storie, dove ogni personaggio combatte la propria piccola battaglia personale che rappresenta un conflitto più universale. Eppure, un appassionato e romantico messaggio di speranza, alla fine, traspare dal film di Bortone, la consapevolezza che l’umanità ha sempre trovato un modo di sistemare le cose riuscendo a preservare ciò che di prezioso ha faticosamente costruito, ricordandoci che questo è possibile solo con l’impegno diretto di ognuno di noi.

VOTO 7,5

CAFFÈ

Dal 13 Ottobre al cinema

REGIA: Cristiano Bortone

SCENEGGIATURA: Cristiano Bortone, Annalaura Ciervo,  Minghua Shi, Matthew Thompson

DURATA: 112’

GENERE: drammatico

ANNO: 2016

PAESE: Italia, Cina, Belgio

CASA DI PRODUZIONE: Orisa Produzioni, Rai Cinema, Savage Film, Road Pictures, China Blue

DISTRIBUZIONE (ITALIA): Officine Ubu

FOTOGRAFIA: Vladan Radovic

MUSICHE: Teho Teardo

MONTAGGIO: Claudio Di Mauro

CAST: Ennio Fantastichini, Dario Aita, Miriam Dalmazio, Michael Schermi, Hichem Yacoubi, Koen de Bouw, Zhuo Tan, Fangsheng Li, Sarah Yimo Li

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