Blair Witch – Faccia all’angolo!

Blair Witch – Faccia all’angolo!

L’uscita di “The Blair WItch Project” nel 1999 segnò una svolta per il cinema horror e per gli amanti del genere. La distribuzione del film fu accompagnata da una grande campagna mediatica, che contribuì a costruire un alone di mistero attorno agli eventi narrati, tanto che molte persone uscite dalla sala cominciarono a credere veramente che quello che avevano visto fosse un filmato ritrovato.

Blair WitchNacque così il genere del found footage (o meglio, divenne tutto d’un tratto famoso, visto che il primo vero e proprio film di questo genere fu “Cannibal Holocaust” di Ruggero Deodato). “The Blair Witch Project” era la storia di Heather, Josh e Mike, scomparsi misteriosamente nei boschi di Burkitsville, chiamata anticamente Blair, nei quali secondo una leggenda si nascondeva una strega. Lo spettatore veniva a conoscenza di tutto ciò grazie al ritrovamento avvenuto nel 1994 al limitare del bosco di alcune pellicole e nastri, provenienti proprio dalle attrezzature dei tre ragazzi.

Blair Witch”, dunque, prende il via esattamente 20 anni dopo le vicende narrate nel primo film: James, fratello di Heather, e i suoi amici Peter, Lisa e Ashley sono intenzionati a scoprire cosa sia successo realmente nella foresta di Black Hills, e ad andare una volta per tutte a fondo nella leggenda della strega di Blair. Ciascuno con una telecamera, si avventurano in quegli stessi misteriosi boschi, ma proprio com’era successo ad Heather e ai suoi amici, una presenza minacciosa comincia a perseguitarli. Fino al fatidico arrivo alla casa nel bosco…

Il regista Adam Wingard dirige un horror davvero interessante: molto simile al suo predecessore, “Blair Witch” tuttavia non disdegna di innovare e di evolversi, a partire dalle tecnologie utilizzate (vedi il drone, le videocamere-auricolari con GPS integrato), fino ad arrivare alla regia.

Nel primo film, un po’ per il budget davvero basso, un po’ per una precisa scelta di mantenere il tutto abbastanza realistico e per aumentare la tensione, nulla viene mai mostrato: i rumori, le risatine malefiche e i movimenti si limitano ai frangenti notturni. In “Blair Witch”, invece, si è deciso di mostrare tanto, tantissimo. E questo tuttavia non intacca la quantità di angoscia generata, che si mantiene abbastanza alta durante tutto il film.

Blair WitchWingard sicuramente non è il primo arrivato in quanto a creare l’atmosfera giusta: proveniente dal cinema indipendente, si è già fatto apprezzare per “The Guest” e “You’re Next”, oltre che per degli episodi in “ABCs of Death”, “V/H/S” e “V/H/S/2”, e per il pilota della serie tv “Outcast”. Parlando dunque di regia, nonostante sia un mockumentary, e quindi per forza di cose le riprese siano sporche e amatoriali, grazie all’espediente di utilizzare delle piccole videocamere fissate sugli auricolari dei personaggi oltre a quelle a mano, Wingard è riuscito a mantenere un discorso filmico tradizionale, con normali campi e controcampi nei dialoghi. E questo ha giovato molto alla godibilità del film, perché nel primo capitolo le camere erano solo in mano ai protagonisti, generando spesso immagini confuse e lunghi momenti di vuoto narrativo.

Un discorso speciale infine merita la location: non tanto il bosco, che risulterebbe comunque un luogo terrificante anche senza rumori notturni e presenze oscure, quanto la casa. Quella casa nascosta nel bel mezzo di una radura, alla quale sembra impossibile arrivare se non per volontà di qualche misterioso essere, la casa dove si racconta che Rustin Parr uccise 7 bambini, portandoli in mansarda a coppie e mettendone uno faccia all’angolo mentre uccideva l’altro. In “Blair Witch”, fortunatamente, si passa molto più tempo nella casa, e riusciamo a capire tante cose e ad avere risposta a tante domande lasciate in sospeso dal primo film.

Blair Witch” è consigliabile sia a chi ha amato il primo film, sia a chi non l’ha mai visto o era rimasto perplesso sulle sue reali qualità. È un sequel che rimane molto fedele allo spirito di originalità del predecessore, ma allo stesso momento innova e riempie quegli spazi bianchi che non erano stati approfonditi. Non avrà sicuramente l’impatto culturale di “The Blair WItch Project”, questo è poco ma sicuro, ma anche lui vi saprà tenere incollati alla poltrona grazie alla sapiente benché giovane mano di Adam Wingard.

VOTO 7,5

BLAIR WITCH

Dal 21 settembre al cinema

REGIA: Adam Wingard

SCENEGGIATURA: Simon Barrett

DURATA: 89’

GENERE: horror

ANNO: 2016

PAESE: USA

CASA DI PRODUZIONE: Room 101, Snoot Entertainment, Vertigo Entertainment

DISTRIBUZIONE (ITALIA): Eagle Pictures

FOTOGRAFIA: Robby Baumgartner

MUSICHE: Adam Wingard

MONTAGGIO: Louis Cioffi

CAST: James Allen McCune, Callie Hernandez, Brandon Scott, Corbin Reid, Wes Robinson, Valorie Curry

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