Paradise beach: dentro l’incubo – Per fortuna che c’è Blake!

Paradise beach: dentro l’incubo – Per fortuna che c’è Blake!

Paradise Beach: dentro l’incubo è un horror – thriller anomalo che già dopo i titoli di testa porta a chiedere allo spettatore due cose: come e perché (è stato realizzato). Jaume Collet-Serra le prova veramente tutte con le sue virate, i suoi controcampi ad effetto (meglio non dire quale…), le sue scene simil action… Ma l’unica cosa che resta in testa, almeno per il pubblico maschile, è il corpo tonico della bellissima Blake Lively (Le Belve, The Town, Gossip Girl). Per l’altra metà del cielo, invece, poco o niente. In ogni caso, le domande iniziali di cui sopra, rimarranno inevase sino alla fine… ed oltre. Un film che ammicca al più celebre, capostipite di genere quale è, “Lo Squalo“. Invece, ahimè, questo “Paradise Beach” si avvicina più alla saga splatter “Sharknado” che è, fondamentalmente, la parodia dei film survival movie (animal – mostro – spirito – presenza vs uomo, per intenderci), pur senza volerlo. Trama: Nancy sta facendo surf da sola di fronte a una spiaggia isolata quando viene attaccata da un grande squalo bianco che le impedisce di tornare a riva.

Anche se solo 200 metri la separano dalla salvezza, dovrà mettere in gioco tutta la sua forza di volontà per sopravvivere. Alla sceneggiatura troviamo Anthony Jaswinski conosciuto anche per aver firmato titoli come il più riuscito “Vanishing on the 7th street” e “Kristy“. Una produzione , quella di Paradise Beach, che porta il timbro di Ombra Films, Sony Pictures Entertainment e Weimaraner Republic Pictures per un budget totale di 17 milioni di dollari. 86 minuti di squali a caccia della preda, pudiche nudità, riprese subacquee e poco altro. Dopo le buone prove de La maschera di cera (2005), Orphan (2009) e  Unknown – Senza identità (2011), sicuramente un passo indietro per il bravo cineasta Jaume Collet-Serra che qui paga il dazio di avere tra le mani una sceneggiatura non solidissima in virtù di un’idea non originale e mal strutturata – calibrata. Un film che nulla regala, ne sotto l’aspetto tecnico, nè dal punto di vista della trama – storia. NC (Non Classificato) anche per quanto riguarda il comparto attoriale, la cui sola presenza della bella, e comunque in parte, Lively, non riesce a salvare una nave che affonda lentamente, minuto dopo minuto, scena dopo scena, sino all’abisso finale (in CGI). In sostanza… se siete fan della bella Blake, benvenuti in sala. Se invece siete fan dello squalo… meglio un documentario.

Nei cinema italiani dal 21 Luglio.

Voto: 5 su 10.

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