“New York Academy”

“New York Academy”

Guardi il trailer, vedi la locandina, ed esclami: “Ma basta, un altro film sulla danza dove alla fine vincono i protagonisti e tutti sono felici e contenti! Che noia”. E alla fine sì, avresti anche ragione a pensarla in questo modo. Ma New York Academy, se vogliamo, ha una piccola componente che lo distingue dagli altri film sul ballo: l’eleganza.

new york academyPartiamo dalla sinossi del film. Ruby, giovane ballerina del Midwest, vince una borsa di studio per la più prestigiosa accademia di arte e spettacolo di New York. Si trasferisce così nella Grande Mela, e un giorno sotto la metro incontra Johnnie, che viene dall’Inghilterra e non ha un visto per restare in America, ma suona divinamente il violino in un misto di musica classica e hip hop, condito da uno stile rabbioso ed energico che incuriosisce la ragazza. Così, tra i due nasce un legame profondo che li porterà ad affrontare insieme non solo le avversità della vita, ma anche la competizione indetta dall’accademia che premierà il vincitore con una borsa di studio (insieme a 25mila dollari e un visto da studente).

Sfido chiunque, adesso, in questo preciso istante, a dire che la trama è molto originale. Lo sfido anche a giurare di non sapere come il film andrà “incredibilmente” a finire. Non per fare il guastafeste, ma se volete andare a vedere New York Academy per l’originalità della scrittura e della storia, non dite poi che non eravate stati avvertiti. Il film è veramente stracolmo di retorica e luoghi comuni sulla danza e sulla via che un ballerino deve intraprendere per migliorare se stesso come artista e come persona. La recitazione degli attori più giovani è abbastanza goffa: assolutamente nulla da discutere sulle loro capacità artistiche, sia chiaro, dato che Keenan Kampa è la prima ballerina americana del Mariinsky Ballet in Russia, e Nicholas Galitzine è cantante professionista e musicista; purtroppo però siamo al cinema, e la recitazione, volente o nolente, è un parametro probabilmente più importante da giudicare. Tra l’altro, tutti i primi piani presenti nel film non aiutano di certo i due giovani attori nel mascherare le loro lacune recitative, anzi, le mettono ancora di più in risalto.

new york academyProbabilmente a questo punto starete pensando che non valga la pena andare a vedere New York Academy, ed in parte avete ragione, ma come si diceva all’inizio, c’è una certa eleganza che aleggia nelle scene di ballo che per qualche istante vi farà dimenticare della pochezza generale del film. Il montaggio veloce e rapido, da video musicale se vogliamo, è piuttosto coinvolgente, e la commistione di stili, dalla break dance alla danza classica passando per la contemporanea, dall’hip hop alla musica classica, rendono il film accettabile, in alcuni casi (come nella sequenza finale) addirittura godibile. Perciò, film appena passabile per la quasi totalità del tempo, fatta eccezione per le belle sequenze di ballo, coreografate come si deve da Dave Scott (Step Up, So You Think You Can Dance, Ballando con le stelle). Consigliato onestamente solo agli amanti del genere.

VOTO 6

NEW YORK ACADEMY

TITOLO ORIGINALE: “High Strung”

REGIA: Michael Damian

SCENEGGIATURA: Janeen Damian, Michael Damian

DURATA: 97’

ANNO: 2016

PAESE: USA, Romania

CASA DI PRODUZIONE: Riviera Films Production

DISTRIBUZIONE (ITALIA): Eagle Pictures

FOTOGRAFIA: Viorel Sergovici

MONTAGGIO: Michael Damian, Janeen Damian, Peter Cabadahagen, Byron Speight

MUSICHE: Nathan Lanier

COREOGRAFIE: Dave Scott

CAST: Keenan Kampa, Nicholas Galitzine, Sonoya Mizuno, Jane Seymour, Richard Southgate, Paul Freeman, Maia Morgenstern.

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