“American Ultra” – Un cult sfiorato

“American Ultra” – Un cult sfiorato

Mike vive a Liman, una piccola cittadina del West Virginia, con la sua ragazza Phoebe. Fa il cassiere in un minimarket, e la sua vita scorre lentamente tra un attacco di panico, una canna e il desiderio di sposarsi con Phoebe. Una sera, mentre è in servizio, nel negozio entra una donna misteriosa che avvicinatasi alla cassa gli ripete delle strane parole: all’inizio a Mike sembra solo uno strano scherzo, ma quando scopre nel parcheggio due tizi minacciosi che stanno armeggiando con la sua macchina, e dopo averli uccisi con un cucchiaio e due colpi di pistola dritti in fronte, capisce che in lui c’è qualcosa che non va. La CIA è sulle sue tracce, e il loro scopo è eliminarlo: la corsa contro il tempo per salvare Phoebe e togliersi dai guai è cominciata, e non terminerà di certo prima di esplosioni fragorose, uccisioni ultraviolente, luci fluorescenti e qualche spinello.

AMERICAN UTLRAIl film, diretto dal regista iraniano-inglese Nima Nourizadeh (esatto, quello che ha diretto “Project X”) e scritto da Max Landis (esatto, quello che ha scritto “Chronicle”, nonché figlio di John Landis), si presenta come una specie di parco giochi: lo spettatore entra, si mette seduto, e dalla prima sequenza capisce che quello che si appresta a vedere sarà assolutamente fuori da ogni logica: una paletta, un cucchiaio, una scatoletta di noodles, un orsacchiotto, una padella e un disegno di un fumetto vengono presentati come elementi della scena di un crimine, e, nonostante l’evidente bizzarria di tutto ciò, sembra proprio che la faccenda sia seria.

La coppia Jesse Eisenberg – Kristen Stewart funziona a meraviglia, i due attori sono il fulcro principale del film grazie alle loro buonissime interpretazioni, mentre tutto il resto del cast sembra abbastanza fuori luogo, relegato a un ruolo di contorno. Ma del resto, “fuori luogo” è un po’ tutto il film, e quindi si passa sopra a qualche sbavatura qua e là, perché American Ultra diverte, intrattiene, le scene action sono molto avvincenti e allo stesso tempo non si risparmiano sangue e violenza in grande quantità, con il pregio di non risultare mai inappropriate. Jesse Eisenberg, in particolare, è veramente azzeccato per il ruolo: dovrebbe in teoria rappresentare l’eroe del film, che con i suoi “superpoteri” salva la propria fidanzata dalle grinfie dei malvagi agenti della CIA, e invece si presenta proprio in maniera opposta. È in tutto e per tutto un antieroe, con i suoi frequenti attacchi di panico, lo sguardo perso nel vuoto, sballottato nel mezzo dell’azione senza sapere perché. Tutto quello che fa lo fa involontariamente, per via delle sue abilità innate (o meglio, geneticamente modificate), apparendo come la fusione perfettamente bilanciata tra Jason Bourne e Chuck Bartowski. Forse giusto un tantino più letale.

AMERICAN UTLRANote di merito, in particolare, alla fotografia e alla colonna sonora, due aspetti fondamentali non solo per la buona riuscita del film, ma per il fatto che lo rendono speciale, unico, senza dubbio diverso, e fanno di American Ultra un film davvero godibile e “fresco”. Unica nota di demerito, chiaramente non legata al film, il fatto che esca nelle sale italiane a quasi un anno dall’uscita mondiale.

VOTO 8

AMERICAN ULTRA

REGIA: Nima Nourizadeh

SCENEGGIATURA: Max Landis

DURATA: 95’

ANNO: 2015

PAESE: USA

CASA DI PRODUZIONE:, FilmNation Entertainment, Likely Story, PalmStar Entertainment, Circle of Confusion

DISTRIBUZIONE (ITALIA): Lucky Red

FOTOGRAFIA: Michael Bonvillain

MUSICHE: Marcelo Zarvos

CAST: Jesse Eisenberg, Kristen Stewart, Topher Grace, Connie Britton, John Leguizamo, Walton Goggins, Bill Pullman

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