Strade di musica

Strade di musica

Iniziamo subito col dire che “Strade di musica” è un bel documentario: scritto bene, veloce, pieno di gioia e voglia di vivere in ogni fotogramma.
Stilisticamente (e volutamente) grezzo, movimentato, analizza le vicissitudini di alcuni musicisti di strada, colti nella loro quotidianità come persone che spesso hanno deciso di lasciare gli studi o un lavoro sicuro pur di fare quello che amano di più nella vita.

Questi “guerrieri dell’arte”, come si definiscono loro stessi, ogni mattina si alzano e con i loro strumenti affrontano la giornata per strada, cercando di donare un sorriso, un’emozione. Spesso vengono fatti spostare dalla polizia, ignorati dai passanti, additati come senzatetto, vagabondi o mendicanti: ma non sono niente di tutto questo. Sono solo degli artisti, che non hanno come obiettivo principale quello di guadagnare un po’ di soldi, ma di mettere al servizio della gente la loro arte, perché è quello che sanno fare.

Come dichiarato da uno dei musicisti protagonisti del documentario, il rapporto col pubblico è fondamentale, benché diametralmente opposto a quello che si crea normalmente in un concerto o in un’esibizione “tradizionale”: loro stessi infatti devono cercare, con la loro musica, di far avvicinare i passanti, renderli partecipi dell’esibizione, tenerli lì davanti a loro, e questo è possibile solo creando uno scambio emozionale, “energetico”, tra artista e spettatore; solo fermandosi ad ascoltarli essi possono esprimere tutta la propria arte. E la loro vitalità è quello che serve per rendere la città e le sue strade un posto più accogliente: andrebbero per questo rispettati, compresi ed ascoltati di più, perché ci aiutano a rendere le giornate meno monotone, le passeggiate più romantiche, la routine più colorata e movimentata.

 

STRADE DI MUSICA

REGIA: Michele Morsello Angileri, Giuliano Giacomelli

GENERE: Documentario
PRODUZIONE: Alberto De Venezia per Ipnotica Produzioni
PRODUTTORE ASSOCIATO: Louis Siciliano

DIRETTORE DELLA FOTOGRAFIA: Lucio Zannella
MONTAGGIO: Andrea D’Emilio

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