Al di là delle montagne, il profondo cambiamento della Cina

Al di là delle montagne, il profondo cambiamento della Cina

Il nuovo film di Jia Zhang-ke è di una bellezza disarmante, intima e nostalgica. Apprezzato dalla critica durante lo scorso Festival di Cannes, il film si divide in tre capitoli che coprono un arco temporale di 25 anni.

Il primo capitolo ha inizio con il capodanno del 1999 a Fenyang, dove Tao e i suoi amici sono intenti ad accogliere il nuovo anno ballando sulle note di “Go West” dei Pet Shop Boys. La scelta della canzone non è casuale e piano piano scopriremo il perché.

Tao è giovane, bella e vive la sua vita con grande spensieratezza. Passa le sue giornate in compagnia dei suoi amici d’infanzia: l’umile minatore Liangzi e l’uomo d’affari Zhang. Tra i paesaggi desolati e freddi della Cina, il loro legame diventa sempre più forte. Il mondo incantato e ingenuo di Tao viene destabilizzato dai due giovani che inevitabilmente si innamorano di lei e la costringono a scegliere. Il formato del capitolo è 4:3 e l’aspetto è quello di un vecchio film. La telecamera è fissa sui volti dei protagonisti, tanto da poter studiare a fondo ogni singola espressione durante i loro dialoghi seguiti sempre da lunghi silenzi. La narrazione è lenta ma coinvolge lo spettatore, regalando il tempo di riflettere su ciò che si sta guardando.

Tao a sorpresa sceglie Zhang, lo sposa e mette al mondo un bambino di nome Dollar. A questo punto arrivano i titoli di coda ed il film potrebbe apparentemente finire qui. Ma la narrazione continua, mostrando le conseguenze della scelta di Tao.

aldilà2

Il secondo capitolo è ambientato nel 2014. Il formato utilizzato è 1.85:1 e già a livello tecnico è possibile osservare il passare del tempo. I paesaggi colmi di silenzio, pervasi dal colore rosso lasciano spazio a nuove ambientazioni.

Il capitolo si apre con la storia di Liangzi che torna a Fenyang malato di cancro, con una moglie ed un figlio appena nato. Qui egli incontra dopo 15 anni Tao, la quale è rimasta sola dopo aver divorziato dal marito che vive a Shangai con il figlio Dollar.

Dai toni leggeri e sognanti della prima parte, si passa ad un racconto intimo e carico di sofferenza. Tao vede poco suo figlio, e cerca il più possibile di ricordargli le sue radici e le loro tradizioni. La Cina sta cambiando, l’Occidente è vicino e con lui la sua tecnologia ed il suo magnetico e frenetico stile di vita. Tao ama ancora il Tempo e cerca di conservarlo, come dimostra la sua scelta di portare in aeroporto suo figlio viaggiando su un treno lento, per stare con lui fino all’ultimo minuto.

aldilà4

Il terzo e ultimo capitolo ci porta in Australia dove si sono trasferiti Dollar e suo padre. Il formato del film diventa panoramico, la narrazione e i dialoghi sono veloci, le immagini piene di colori. È il 2025 e il mondo è invaso dalla tecnologia. Dollar parla perfettamente inglese ed è in perenne contrasto con il padre che invece parla soltanto cinese. Due generazioni a confronto che hanno entrambe perso la propria identità.

Il film è una vera testimonianza del trascorrere del tempo. Attraverso la storia di una famiglia, il regista descrive con amarezza il cambiamento a cui la Cina è stata sottoposta negli ultimi 25 anni. Il personaggio di Tao è la personificazione di tale cambiamento: nonostante tutti gli avvenimenti, e le città che assumono un aspetto diverso, lei continua a cucinare i ravioli al vapore come aveva sempre fatto nella sua vita. Tao mantiene le sue tradizioni, ma ne esce sconfitta, poiché la globalizzazione e l’amore per la vita occidentale le hanno portato via suo figlio, unica ragione di vita.

aldilà6

Il titolo inglese Mountains may depart ci dice che anche le montagne possono partire. Dunque anche la Cina, da sempre ferma nelle sue tradizioni, sta inesorabilmente cedendo ai cambiamenti.

L’intensa scena finale vede Tao ballare di nuovo sulle note di “Go West” in una Fanyang industrializzata e modificata dal tempo. Lei ricorda la sua giovinezza spensierata, e noi riflettiamo su cosa stiamo lasciando e perdendo lungo la strada dell’evoluzione.

 

Voto: 9

  

Al di là delle montagne (Mountains may depart)

 

Regia: Jia Zhangke

Sceneggiatura: Jia Zhangke

Fotografia: Nelson Lik-wai Yu

Distribuzione (Italia): BiM Distribuzione

Paese: Cina, Francia, Giappone

Genere: Drammatico

Durata: 131’

Anno: 2015

Cast: Zhao Tao, Zhang Yi, Liang Jing-dong, Dong Zijian, Sylvia Chang

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook