Stonewall, la prima volta in cui i gay dissero basta

Stonewall, la prima volta in cui i gay dissero basta
" STONEWALL " Photo by Philippe Bosse

New York, 1969. Danny Winters (Jeremy Irvine), un ragazzo proveniente da un piccolo paesino di campagna nell’Indiana, scappa dalla propria comunità e dalla propria famiglia che non lo accettano per la sua omosessualità, e trova rifugio a Christopher Street, nel Greenwich Village. Qui instaura una forte amicizia con un gruppo di giovani gay che si definiscono “le Ragazze”, capitanate da Ray (Jonny Beauchamp). Le discriminazioni subite da Danny nella città natale, le violenze e gli abusi perpetrati ai danni delle ragazze, soprattutto di Ray, gli amori mai corrisposti, le delusioni nella vita scolastica e universitaria, e le porte che vengono chiuse ai giovani perché l’omosessualità viene considerata una malattia, spingono i ragazzi a prendere una decisione forte: così una sera, mentre si trovano tutti allo Stonewall Inn, locale per soli gay gestito dalla mafia, dopo l’ennesima retata della polizia, Danny e i suoi amici danno il via ad una protesta violenta, che cambierà per sempre il modo in cui verranno considerati gli omosessuali in America.

L’idea di girare “Stonewall” venne al regista Roland Emmerich mentre stava visitando il Los Angeles Gay & Lesbian Center con il produttore Michael Fossat, quando venne a conoscenza di un’inquietante statistica: negli Stati Uniti, il 40% dei giovani senzatetto appartiene alle categorie LGBTQ. Così, il regista si rese conto di voler aiutare la causa, e quando sentì il Presidente Obama nel suo secondo discorso inaugurale menzionare, oltre a Selma e Seneca Falls, anche i disordini avvenuti durante la notte del 28 giugno 1969, capì che era arrivato il momento di agire. E non è un caso, infatti, se a pochi mesi dalla fine del suo mandato, Barack Obama ha annunciato che lo Stonewall Inn e Christopher Park diventeranno monumenti nazionali.

Emmerich è conosciuto soprattutto per i suoi blockbuster, come “Sotto Assedio – White House Down”, “Independence Day”, “The Day After Tomorrow” e “Godzilla”, ma questo è un progetto che il regista sentiva particolarmente vicino: come spiega uno dei produttori, Marc Frydman, «Roland ha due anime, una da intrattenitore, che ha dimostrato di possedere grazie ai numerosi successi al box office, l’altra, nella vita privata, da uomo intellettuale, molto colto. Cova un fortissimo desiderio di lavorare a storie più complesse, difficili». Il film di Emmerich è estremamente complesso, nonché sentimentale, quasi spirituale. I problemi vissuti da quei ragazzi nel 1969 non erano tanto diversi da quelli che i giovani omosessuali vivono oggi, come appunto dimostra la statistica prima citata: quelli che fanno coming out vengono discriminati, allontanati dalle comunità e esclusi dalla società, e quelli che non riescono a rivelare la loro vera essenza vivono segregati in una gabbia dalla quale è difficile uscire, un fardello grande da dover nascondere, e questa oppressione sfocia spesso in atti sconsiderati. Ma quelli che non vogliono togliersi la vita, che nonostante le violenze subite scelgono di lottare, si ribellarono nel giugno del 1969, e furono paradossalmente quelli che avevano meno da perdere, che vivevano soli per strada, costretti a prostituirsi per poter tirare avanti, relegati ai margini della società americana. E la rivolta che scaturì davanti allo Stonewall Inn fu un punto di rottura, il momento in cui un nuovo gruppo aveva esercitato per la prima volta i propri diritti civili, finendo per cambiare la storia e la considerazione che il mondo aveva dei diritti civili degli omosessuali. Un piccolo, insignificante bar gestito dalla mafia divenne la scintilla che accese un intero movimento: spaventò l’America, e l’intera classe dirigente, perché c’erano delle sommosse per strada, c’era la rabbia di una comunità che non poteva essere sedata con le parole.

Così, lo sceneggiatore Jon Robin Baitz si serve della storia di amicizia fra Danny e Ray per raccontare un importante accadimento nella storia dei diritti civili in modo commovente e allo stesso tempo intelligente: Stonewall è la storia “semplice” di un gruppo di ragazzi che volevano avere la dignità di mostrare apertamente la loro identità, senza per questo essere giudicati.

 

VOTO: 7,5

 

STONEWALL

REGIA: Roland Emmerich

SCENEGGIATURA: Jon Robin Baitz

PRODUZIONE: Centropolis Entertainment

DISTRIBUZIONE (ITALIA): Adler Entertainment

FOTOGRAFIA: Markus Förderer

DURATA: 129’

PAESE DI PRODUZIONE: Stati Uniti D’America, Canada

GENERE: Drammatico, storico

CAST: Jeremy Irvine, Jonny Beauchamp, Joey King, Caleb Landry Jones, Vladimir Alexis, Jonathan Rhys Meyers, Ron Perlman.

DATA DI USCITA: 5 Maggio 2016

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