La sposa bambina, le donne portano vergogna

La sposa bambina, le donne portano vergogna

Mi chiamo Nojoom, ho 10 anni e voglio il divorzio è il sottotitolo del film La sposa bambina, tratto dall’omonimo libro di Nojoud Ali e Delphine Minoui.
La regista del film, Khadija Al Salami, e la scrittrice del libro si rispecchiano l’una nell’altra a causa del loro destino comune: l’esperienza di un matrimonio infantile.

 

Il film inizia con Nojoom che si reca in un tribunale chiedendo il divorzio dal marito. Ha dieci anni e da subito il giudice che ascolta afferma che nello Yemen il matrimonio con minori non è vietato.

Ottenere il divorzio sembra subito un’impresa difficile, ma pur con qualche remora il giudice decide di accettare la causa e inizia così il processo.

 

Il padre di Nojoom è incredulo, così come suo marito. Perché mai quella bambina è così ostinata? Perché è così ribelle e soprattutto perché vuole gettare un’onta indelebile sul loro onore?

Chiunque, nella loro tribù, ha una sposa dell’età di Nojoom, qual è il motivo che li ha spinti fino al processo?

Inoltre ciò che più sorprende è l’incuranza delle Scritture del Profeta, che ben vedono questa pratica. I due uomini hanno stipulato un contratto, erano presenti due testimoni e la dote è stata scambiata; dunque qual è il crimine? I due uomini amano Nojoom e hanno intenzione di prendersi cura di lei, davvero non meritano questa cicatrice nel proprio orgoglio, la gente della tribù non li vedrà più con gli stessi occhi e saranno costretti a provare vergogna per il resto delle loro vite.

 

Questa concezione culturale è reale e affligge molte donne nel Medio Oriente e non solo. I matrimoni infantili, consumando il matrimonio, possono portare senza difficoltà alla morte, dovuta a emorragie interne o parto prematuro. Nojoom è una bambina che ha auto la forza di lottare, di scardinare il pregiudizio e combattere per cancellare quel malessere che la tormentava. Contro tutto e contro tutti. Ogni concetto, ogni persona con la quale interagiva, ogni senso comune.

 

La sposa bambina è una feroce critica a una cultura che avvilisce la donna. Non ci sono personaggi negativi, i due uomini portati a processo credono realmente di essere nel giusto, credono davvero di desiderare il bene della protagonista, non hanno alcun mezzo per poter vedere le cose in maniera diversa. Invocano le Scritture, ma non sanno leggere e quindi citano leggi che passano di bocca in bocca tra gli anziani della tribù.

 

Film che riesce a colpire e a far provare quel senso di frustrazione dato da una realtà che si può riconoscere vicina, che più che mai si sente sbagliata ma non vuole giudicare o demonizzare, bensì far sentire quel che si prova in una condizione di prigionia sociale. La donna porta vergogna, è una frase che dice un uomo all’interno del film. È proprio così, in quei luoghi. Una figlia femmina è solo un problema, perché molto facilmente può portare un’onta sull’orgoglio della famiglia e in una società dove il giudizio della gente è fondante di intere famiglie, non può essere ignorato.

I premi vinti fino a ora da questa pellicola sono molteplici, tutti meritatissimi.

Il film vanta, tra l’altro, il sostegno di Amnesty International.
“Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti.”
Charlie Chaplin
La sposa bambina, mi chiamo Nojoom ho 10 anni e voglio il divorzio
(I am Nojoom, age 10 and divorced)
REGIA: Khadija Al Samami
SOGGETTO: Nojoud Ali, Delphine Minoui
SCENEGGIATURA: Khadija Al Samami
GENERE: Drammatico
PAESE: Francia/Yemen/Emirati Arabi Uniti
PRODOTTA DA: Hoopoe Film
DISTRIBUZIONE: Barter Multimedia
DURATA: 99’
DIRETTORE DELLA FOTOGRAFIA: Victor Credi
CAST: Reham Mohammed, Ibrahim Al Ashmori, Husam Alshiabali, Adnan Alkhader

DATA DI USCITA: 12 Maggio 2016

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