Zeta – Gridare al mondo il proprio disagio, i rapper sono i nuovi De André

Zeta – Gridare al mondo il proprio disagio, i rapper sono i nuovi De André

Dopo la Zeta non c’è niente.

Zeta è il titolo del film ma anche il nome d’arte del protagonista che a suon di rap ci fa vivere in un mondo underground che potrebbe essere ambientato in qualsiasi borgo d’Italia, anche se chi vive a Roma potrebbe riconoscere qualche periferia. Tutto ciò che si vede della città è un insieme di quartieri, alcuni dei quali come per esempio Tor Bella Monaca, al di fuori del Raccordo Anulare. Zeta è un film che sta bene ovunque, aiutato anche dai vari accenti che si sentono da parte dei protagonisti, ma il fulcro è solo uno: la musica, il rap.

Cosimo Alemà (regista) dice “Girare nelle periferie è stato più comodo, perché la città stessa è più coinvolta. I quartieri stessi hanno reagito con partecipazione. Per esempio: la scena in cui Alex/Zeta va a distruggere l’automobile dei malavitosi, è stata vista da un centinaio di spettatori che hanno assistito alle riprese in rispettoso silenzio. Quando ci si muove verso le periferie il set è visto come qualcosa di speciale. Girando in questi luoghi c’è sempre un qualcosa del reale che va a finire dentro. Ci sono varie scene che sono state quasi rubate e inserite all’interno del film.”

Film che si presta a tantissime chiavi di lettura: la ricerca per raggiungere il proprio sogno, il trovare e tenersi stretto il vero amore, l’amicizia e ovviamente lo spaccato musicale del rap. Non un musical, ma uno spaccato di vita dove la musica e le parole del rap diventano la linea del racconto. E il percorso del personaggio attraverso strade mal frequentate diventa anche un inno a uscire fuori dalla malavita, a non entrarci dentro perché potresti fare una brutta fine.

z gli amiciE se il film di riferimento del regista Cosimo Alemà è stato “Il tempo delle mele”, in quanto pellicola che ha saputo dare un segno alla propria generazione raccontando ciò che realmente succedeva nelle feste in casa, Zeta grida ai giovani di non arrendersi e soprattutto di rialzarsi se si ha la sventura di cadere perché i sogni si possono raggiungere a braccetto con i propri valori.

Cosimo Alemà (regista) “A differenza dei miei film precedenti, avevo voglia di raccontare una storia d’amore. Anche se sembra una frase che può far cariare i denti, è proprio la verità. Il racconto dell’amore, anche dell’amore per la musica. Avevo voglia di cimentarmi con questo tipo di storia, coniugare cinema e musica. Il fenomeno del rap in Italia è espoloso a tali livelli che è così viscerale che l’idea di fare un film sul rap era doveroso.”

La fattura del film e il suo racconto sono mostrati in chiave internazionale. La prima volta che arriva nelle sale italiane un film che parla del rap, eppure sembra così naturale vederlo sul grande schermo. Il pubblico giovane che si rivede nei protagonisti non aspettava altro.

Diego Germini in arte IZI (che interpreta Zeta): “Il film si rifa molto alla mia vita reale, a tutto quello che è successo finora nella mia carriera artistica. La storia di un ragazzo che non aveva neanche i soldi per registrare in una sala di registrazione. Poi piano piano riesce a trovare l’amore. Parlando di me, i ragazzi si innamorano di quello che tratto. Non mi piace parlare delle cose con superficialità. Anche se è una sonorità nuova, moderna, cerco di far annegare le persone dentro le emozioni. La mia storia è proprio questa.”

Cosimo Alemà “E’ incredibile come il rap riesce sempre a dialogare. Quando io avevo la loro età per me i testi erano secondari, soprattutto perché ascoltavo musica inglese, mentre nel rap la parola è di primaria importanza e a livello di comunicazione è qualcosa di speciale.”

Diego Germini in arte IZI (che interpreta Zeta): “Il rap è il genere in cui i ragazzi si identificano. Si sentono rappresentati da persone non molto distanti da loro. Io cerco di essere anche intimo e personale, in modo da far ritrovare determinate persone in ciò che dico, nelle mie sensazioni. Il rap italiano sta fiorendo. Viene passato in radio e tv. Per i giovani è uno dei pochi modi per approcciare all’arte in generale. Non ci sono limiti, chiunque può fare rap in qualsiasi momento, anche senza carta e penna (vedi il free style). E’ una disciplina molto complessa ma nello stesso tempo molto semplice e diretta.”

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Baby K “I giovani si isolano con i social, tant’èchei muretti sono poveri di comitive; però dall’altra parte il rap diventa il veicolo perfetto perché è strutturato proprio in maniera da avere queste strofe lunghe, sedici barre normalmente, dove ci sono tante parole dentro. Perciò si riesce a comunicare di più su qualsiasi tematica. Diventa una sorta di sfogo. Quindi c’è un isolamento da una parte e un riversamento nella musica dall’altra. E molti ragazzi, conoscendo lo slang, il linguaggio, questo spaziare nelle tematiche, affrontano in maniera più sincera tante cose.”

Rancore “Il rap utilizza la parola, e la parola è il più grande recipiente nel quale possiamo inserire i concetti. In Italia si tende a dividere l’Italia stessa attraverso le parole nel quale si inseriscono i gruppi di persone. Il rap che sabota il verbo dà più possibilità di rompere le parole e poi ricostruirle. E’ come se rompesse questi recipienti, questi luoghi comuni. E’ libertà per questo ed è comunicazione. Il rap è come una spada e arriva alle orecchie e all’inconscio delle persone in maniera diversa e rompe dei limiti e dei preconcetti che spesso siamo costretti a vivere”

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Per tutto questo il rap è uno dei generi più diffusi, il nuovo modo dei giovani per gridare il loro disagio e le loro idee. Se negli anni ’70 i ragazzi impazzivano dietro i testi di De André, Guccini, Battiato e De Gregori, sono i rapper i nuovi cantautori e forse i benpensanti che credono che il rap sia un genere di serie B dovrebbero ascoltare meglio i loro testi e capire che cosa i giovani stanno comunicando al sistema che i vari governi ci stanno imponendo. Forse, le nuove generazioni stanno facendo rivoluzione a suon di rap, forse quei ragazzi che sono tanto snobbati dalle persone in giacca e cravatta stanno parlando con il cuore e con l’anima a tutti coloro che hanno sete di cambiare le cose.

poster_ZETA2Titolo: Zeta

Data di uscita: 28 aprile 2016

Produzione: 9.99 Films e Panamafilm in collaborazione con Sony Music Italy

Distribuzione: Koch Media

Genere: Drammatico, Musicale

Regia: Cosimo Alemà

Sceneggiatura: Riccardo Brun, Cosimo Alemà

Cast: Diego Germini (in arte IZI), Salvatore Esposito, Jacopo Olmo Antinori, Irene Vetere, Francesco Siciliano, Aldo Vinci, Angelica Granato Renzi, Christian Sciuva (in arte Fatt Mc), Martin Chishimba, Yaser Mohamed Merisi, Eradis Josende ObertoIndri Qyteza Shiroka, Sebastiano Gavasso, Manuela Morabito, Andrealuna Posocco e Mia Benedetta Barracchia.

Con la partecipazione straordinaria di: Massimiliano De Simone, Massimiliano Gallo, Gianluca Moccia, Gianluca Di Gennaro, Maria Godano e Edy Angelillo.

E con Fedez, J-Ax, Salmo, Clementino, Ensi, Briga, Baby K, Lowlow, Tormento, Rancore, Shade, Noyz Narcos, Shablo, Metal Carter e Rocco Hunt.

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