Come saltano i pesci, le reti della vita

Come saltano i pesci, le reti della vita

Come saltano i pesci, è un film diretto da Alessandro Valori, nelle sale dal 31 Marzo.

Il film parla del quotidiano, dell’imprevedibilità della vita, il tutto in un’atmosfera dai toni poetici ma tutt’altro che utopistici. Ciò che confonde di questo film è la sua natura contradditoria, nasce come una storia drammatica, ma nella ricerca del dramma umano e dell’esistenza si ritrova quella tenerezza, quella riserva di ironia con cui l’uomo riesce ad affrontare le sue debolezze. Il film in breve insegna che a prendersi troppo sul serio si diventa soltanto una caricatura di se stessi. Questo fa sì che i personaggi di questo film non siano piatti e inetti, ma che siano invece audaci nei confronti dei loro limiti.

Il protagonista è questo ragazzo di una ventina d’anni, Matteo (Interpretato da Simone Riccioni), che finalmente riesce a coronare il suo sogno ed essere chiamato come meccanico per la Ferrari. Un ragazzo d’oro, un figlio riconoscente, un affettuoso e complice fratello per Giulia, e un onesto lavoratore, insomma il classico ragazzo della porta accanto. Fino a che? Matteo è sotto una campana di vetro, sotto la costante pressione del suo essere, cosa che porta lo spettatore a chiedersi come possa andare avanti per questa strada senza intoppi.

La trama si muove per una serie di casualità, vengono mostrate scene scollegate tra di loro, personaggi che vengono svelati pian piano e avvicinati, riconnessi con leggerezza, spontaneità, come fa la vita quando scorre, unendo tutti insieme fino a che la cosa funziona. Così, Matteo, scopre che la sua vita non è perfetta, che lui non è il figlio perfetto. Tramite una tragica telefonata la realtà, può cambiare. Matteo si ritrova ad avere una storia piena di bugie scoprendo che sua madre naturale, di cui non sapeva l’esistenza è morta in un incidente. Inizia il suo viaggio, alla ricerca della verità, dei suoi orizzonti, della conoscenza di questo nuovo Matteo e delle sue origini. Partono con lui, diretti all’obitorio dove si trova la madre di Matteo, anche Giulia, la sorellina down e la sfuggente Angela, una ragazza incontrata ad un rave. Giulia è una ragazzina spontanea, divertente, arrogante quasi, è il personaggio più sincero della storia, che mette la semplicità nella corruzione che si trova davanti. Dice le cose come stanno, e cerca costantemente una sorta di guida in Matteo, che troverà più avanti in diverse figure, tra cui quella di Angela. Angela cambia d’abito più volte nel corso del film, ed ogni volta il suo personaggio ci mostra un lato diverso di sé, rivelandosi in maniera disarmante e misteriosa. Non viene mai spiegato con chiarezza il background della ragazza, tuttavia ricopre diversi ruoli per Giulia e Matteo. Dall’apparenza che vuole mostrare di sé, di artista seduta ad un bar nella prima scena, si rivela subito dopo per una ragazza scatenata e difficile che spesso si trova in situazioni pericolose. Passa poi nei panni di Matteo, confrontandosi con lui come un amico, un confidente, una presenza saggia, vestita come il ragazzo. Infine nell’ultimo cambio Giulia indossa gli abiti della madre di Matteo, ed in veste materna, prendendo tra le mani il simbolo di qualcosa che è venuto a mancare, diventa il fantasma che tutti cercano, sorridendo di fronte alla caducità ed alla disperazione.

Matteo ha un rivale amoroso, Luca, il fratellastro, il ragazzo che ha vissuto e goduto dell’amore di questa madre assente. Luca è un tossico, che è scappato via dalla sua casa, dalla sua famiglia per ritrovare una serenità.

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Luca ha già compiuto il viaggio che sta compiendo Matteo, un viaggio per porsi dei limiti, per regolarsi, uno scappare da qualcosa e da qualcuno. In realtà scappa proprio da questo amore doloroso che prova la madre per il fratello abbandonato, da questo rivale vivido che ha rubato l’affetto materno. Non a caso Matteo e Luca s’innamoreranno proprio di Angela.

Le tue ultime due figure sono quelle paterne, Italo, il padre di Matteo e Sandro, il padre di Luca. Il primo va in cerca di una nuova vita, costruita saldamente, su solide bugie. Il secondo è un giocatore di Poker, e sa bluffare ma non fino in fondo. Sandro osa troppo, infrange troppe regole, è troppo egoista. Sandro non sa pregare, non è capace di risolversi neppure al funerale della moglie, non è capace di mostrarsi migliore di quello che è, mentre Italo sa fare solo quello senza scendere a compromessi con la sua immagine.

Lei, la madre di Matteo e Luca è un’insegnante alle scuole medie, ed insegnerà a tutti come finire il loro viaggio, come apprezzare se’ stessi, come accettare i propri errori e propri limiti che è accettare di non superarli. Vivere è diverso da saper vivere, dice Angela ad un certo punto riferendosi a lei, ed è questo forse il messaggio del film. Il film è spietatamente sincero fino alla fine, inaspettato, caotico, quotidiano. I pesci a volte riescono a saltare fuori dalle reti, a volte si può sfuggire, ci si può ribellare alle trappole della vita, non è mai troppo tardi per un colpo di scena, per l’ennesimo stupore di fronte alle cose grandi e piccole che dobbiamo affrontare.

Di Flavia Vitti

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