Mistress America – una screwball comedy dei nostri giorni

Mistress America – una screwball comedy dei nostri giorni

Mistress America può dare sensazioni divergenti. Si passa da piene risate a momenti di imbarazzo, a volte sembra di guardare un vecchio film anni ’50, con gag di azioni corali che se fossero un po’ accelerate e in bianco e nero potrebbero benissimo risalire addirittura agli anni ’30, all’epoca del muto. Nello stesso tempo però i dialoghi sono tanti. I personaggi parlano a macchinetta e si ignorano, discutono delle loro cose in un finto dialogo che diventa un grosso monologo interlacciato.

Lola Kirke as “Tracy” and Greta Gerwig as “Brooke” in MISTRESS AMERICA

Si annovera prepotentemente nel genere screwball comedy. In inglese è il termine che nel baseball definisce la “palla girata a vite”, un effetto che rende la palla irregolare e quindi per la commedia si associa a imprevedibilità. Si incentra tutto sulle situazioni, caratterizzata da dialoghi incalzanti, il caos governa. Personaggi eccentrici e leggermente folli, in un ritmo frenetico. Caratteristiche presenti in Mistress America.

Tracy (Lola Kirke) è una solitaria matricola universitaria a New York, che non sta avendo né un’emozionante esperienza all’università né lo stile di vita metropolitano glamour che si era immaginata. Ma quando viene accolta dalla sua futura sorellastra Brooke (Greta Gerwig), una ragazza intraprendente e mondana che abita a Times Square, viene salvata dallo sconforto e sedotta dai suoi modi folli e affascinanti.

Lola Kirke as “Tracy” and Greta Gerwig as “Brooke” in MISTRESS AMERICA

Il ruolo di Brooke è fatto su misura per Greta Gerwig, che ha collaborato alla sceneggiatura con il regista Noah Baumbach. “Mi piace lavorare con Greta – spiega il regista – perché mi diverte e mi ispira sempre. Non vedo l’ora di leggere ciò che ha scritto”. Il loro intento era quello di creare un ritratto imprevedibile, indimenticabile e inverosimile di una donna dei nostri tempi.

Decisero di presentare Brooke al pubblico attraverso gli occhi di Tracy, una matricola universitaria diciottenne la cui madre sta per sposare il padre di Brooke. Tracy, ragazzina puritana di periferia appena arrivata a New York, si aspetta che nella metropoli ogni giorno sia importantissimo ed emozionante.

“Invece lo scenario si rivela un po’ deprimente e triste ai suoi occhi”, dice la Gerwig. “Poi sua madre le consiglia di chiamare Brooke e viene coinvolta in un’avventura pazzesca. Io sono un’appassionata dei film stile anni ’80 dove c’è sempre una ragazza incredibile che trascina l’altra “all’antica” in faccende pazzesche e stravaganti. Partono per una grande avventura e poi inizia un susseguirsi di eventi inaspettati. Volevamo quella sensazione. Amo l’energia di quei film e mi sentivo come se non ne avessi visto uno da lungo tempo”.

Oltre ad essere un’avventura comica, Mistress America è un’esplorazione a più livelli di argomenti che stanno molto a cuore a Baumbach. “Accadono molte cose”, dice Lila Yacoub, una dei produttori. “In un certo senso nel film si parla di identità. Tracy sta cercando di capire chi è veramente. Brooke si sta rendendo conto di non essere proprio chi pensa di essere. Si parla anche di questa vita in vetrina che viviamo a causa dei social media. Tutto è su Instagram, Twitter o Facebook. Infine si parla di creatività, originalità e del valore della libertà artistica. Tracy sta prendendo in prestito alcuni aspetti della vita di Brooke per il suo racconto, e ciò porta a interrogarsi su come vengano create le cose”.

Greta Gerwig as “Brooke” in MISTRESS AMERICA

Soprattutto si incentra sull’evolversi dell’amicizia tra due donne, afferma la Gerwig. “È insolito vedere una storia di donne che non ha niente a che fare con le relazioni che queste intrattengono con gli uomini presenti nelle loro vite. Questo è stato un criterio che abbiamo volutamente deciso di usare.”

I realizzatori del film lanciarono anche una notevole “caccia ai talenti” per trovare un’attrice in grado di essere la loro colonna portante nel ruolo di Tracy, interpretata da Lola Kirke. “È facile sottovalutare il personaggio di Tracy, perché lei ci fa entrare nella storia, è il nostro narratore”, osserva Baumbach. “In un certo senso è un narratore inattendibile. La storia racconta di come lei riesca a trovare la sua voce e a diventare chi è realmente.”

Mistress America è stato girato a New York e in Connecticut, nello stile preferito di Baumbach: con una troupe piccola e affiatata. “Era come se fossimo un gruppo di fratelli che facevano un film”, dice la Gerwig. “Eravamo sempre tutti al lavoro. In molti film, gli attori quando arrivano sul set trovano già tutto pronto. Lavorare in questo modo significa costruire il film insieme.”

(L-R) Cindy Cheung as “Karen,” Dean Wareham as “Harold,” Matthew Shear as “Tony,” Greta Gerwig as “Brooke,” Michael Chernus as “Dylan,” and Heather Lind as “Mamie-Claire” in MISTRESS AMERICA.

Dal 14 APRILE al Cinema

Fox Searchlight Pictures presenta
in associazione con Rt Features

Mistress America

un film di Noah Baumbach

con Greta Gerwig, Lola Kirke, Matthew Shear, Jasmine Cephas-Jones, Heather Lind, Michael Chernus, Cindy Cheung, Kathryn Erbe, Dean Wareham

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