Art History, storia di un triangolo isoscele

Art History, storia di un triangolo isoscele
Art History

Sam sta girando un lungometraggio: una coppia, a letto, parla e fa sesso tutta la notte. L’uomo è innamorato della protagonista in scena (la bellissima Josephine Decker). Il regista prova a mantenersi distaccato, razionale, sino a quando non capisce che tra il protagonista maschile e la donna, lentamente, sta nascendo qualcosa e l’intesa tra i due attori, che appare in video, si avvicina sempre più a quella nella vita reale.

Se in scena il sesso è esplicito, il triangolo immaginato e (ir)reale è implicito e si sviluppa a camera spenta, mentre il dramma interpretato pervade nella realtà. Swanberg, autore del film che interpreta, dirige, monta, occupandosi anche della fotografia, guarda ai due attori principali di Art History, lui e lei, sovrapponendosi quasi alla figura del geloso Sam (Swanberg stesso…) in un perverso gioco dalle mille sfaccettature, piene di riflessi e identità, che, complice un montaggio quasi convulso, pompa sino alla vertiginoso finale, da cui esplode come una folgore sincerità genuina e tangibile.

Genere davvero faticoso da attribuire (Drama? Sentimentale? Erotico? Docufiction? Softcore?), Art History racchiude di certo qualcosa di autobiografico, affidandosi ad una scrittura antiletteraria e quotidiana, frutto chiaramente di un lavoro di gruppo. Con uno stile spartano, sottilmente tormentato, Joe Swanberg esplora tramite la sua lente focale, quel microcosmo di emozioni, sensazioni, percezioni umane che giocano, si inseguono, urlano, vibrano, si scontrano e collassano tra di loro nel finale inatteso e quasi inaspettao. Prodotto dalla Swanberry Productions, è disponibile in cofanetto dvd intitolato “Joe Swanberg: collected film”, contenente ben tre film dell’autore, a 99,95 $.

Stay tuned!

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