LARRY CROWN: l’amore all’improvviso (2011)

REGIA: Tom Hanks. CAST: Tom Hanks, Julia Roberts.

Lo abbiamo visto di recente nei panni del Prof. Langdom ne Il codice da Vinci e in Angeli e Demoni. Lo ricordiamo nelle intense interpretazioni di Forrest Gump e Philadelphia, ma era da un po’ che Tom Hanks non tornava alla regia cinematografica, per l’esattezza dal 1996 con Music  Graffiti. Nel 2011 dirige se stesso e una radiosa Julia Roberts in Larry Crown – L’amore all’improvviso. Hanks è Larry, un dipendente modello del centro commerciale Umart che viene licenziato in tronco per non essersi laureato. Inizia la solita e drammatica trafila (comune ormai a tanti giovani ) della ricerca di un nuovo impiego; tante porte sbattute in faccia ad un Tom Hanks dal look piuttosto demodé.

Ormai scoraggiato, Larry decide di dare una svolta alla sua vita e si iscrive per la prima volta all’università, scegliendo il corso di Economia tenuto dal giapponese professor Matsutani e quello di Linguistica – L’arte del commento informale, tenuto dall’abulica e cinica professoressa Mercedes Tainot (Julia Roberts). Una giovanissima compagna di corso, Tàlia, ospita Crown nella sua scooter-gang, svecchiandolo finalmente e ribattezzandolo Lance Corona. Tra un serie di gag ben riuscite, con la sua ironia leggera e intimistica, Larry riesce ad ottenere l’agognato titolo e riscaldando il cuore dell’algida Tainot  in piena crisi coniugale, troverà anche l’amore. La lettura della trama del film, non mi ha particolarmente entusiasmato; trovandomi davanti ai nomi di due mostri sacri che amo molto, avevo  riposto maggiori aspettative nel girato. La pellicola è una commedia di poche pretese che subisce un brusco strappo tematico: all’inizio, lo spettatore affronta una  problematica tristemente attuale come quello dei licenziamenti e appare davvero eroica la scelta del protagonista di tornare a misurarsi con lo studio. Un’istruzione superiore gli ha consentito di difendersi dai sordidi raggiri delle banche e di instaurare piacevoli rapporti interpersonali. D’un tratto però, il focus si sposta sulla storia d’amore tra Larry e la Tainot senza un vero e proprio nesso logico: una conseguenza direi quasi scontata e a tratti melensa. Il ruolo della Roberts appare un po’ forzato, un cinismo finto ed esasperato che la rende poco amalgamata alla storia. La colonna sonora è poco curata e molto lontana dalla magia delle note di «Bye bye black bird» di Joe Cocker in Insonnia d’amore (1993), dove Hanks recita al fianco di Meg Ryan. Un ritorno non proprio entusiasmante, quindi, quasi un dolce effetto-camomilla contro la tristezza plumbea della cronaca odierna. Trascurando per un attimo il chiaro risvolto romantico, elevo invece la  grandezza del messaggio iniziale: l’istruzione rende gli uomini liberi. Liberi di pensare, di agire e di difendersi dagli attacchi di chi ci vuole  illetterati e spaventati e di chi, definendo «choosy» il diritto di ogni essere umano di chiedere e  pretendere una vita migliore, tenta di raggelare l’unico vero combustibile della nostra esistenza: il desiderio di realizzare i propri sogni. 

Sarah Jay De Rosa

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