LA LINEA SOTTILE – L’umano vs il disumano

LA LINEA SOTTILE – L’umano vs il disumano
LA LINEA SOTTILE

Quando si pensa alla guerra ci sono sempre giustificazioni, motivazioni e volontà che sembrano prescindere dal contesto. Si parla di religione, di pace, di giustizia ma quello che ne esce fuori è sicuramente un sopruso umano, dove uomini uccidono altri uomini. Non importa il colore della pelle o la religione che si professa, ci sono solo esseri umani, uno di fronte all’altro, e uno di loro decide che per l’altro è finita.

Poi ci sono altri martiri durante le guerre, quelli dell’anima come per esempio bambine e donne violentate, che per quanto possano essere lasciate in vita (a volte, aggiungo), si porteranno per sempre una macchia indelebile che nemmeno l’acqua potrà lavare, non ci sarà mai una pillola che cancellerà dalla testa quell’orrore.

E così c’è una LINEA SOTTILE tra umano e disumano, giusto e ingiusto, e anche i soldati che a venti anni si sentono degli dei e che assoggettano altri popoli, li uccidono e li umiliano, fanno poi un percorso intellettivo e con il tempo capiscono che forse hanno sbagliato, che non sono immortali e che hanno causato un dolore atroce al genere umano.

LA LINEA SOTTILE è l’intreccio di due storie che parlano di due guerre diverse: da una parte abbiamo la narrazione di Bakira, donna bosniaca sopravvissuta alle violenze della guerra nella ex-Jugoslavia; dall’altra vediamo Michele, ex soldato italiano ritornato da una missione internazionale di pace in Somalia, il cui contingente è stato responsabile di violenze contro la popolazione civile del posto.

Eppure dal racconto di Michele, anche se all’inizio alla vista di immagini cruente viene spontaneo condannarlo, si evince che i ragazzi che partono per la guerra sono quasi costretti o meglio soggiogati all’interno di quel gioco al massacro. All’inizio sono loro stessi quelli che vengono presi a calci e che soffrono di pressioni da parte dei “capi”, ma quando crescono sono loro che hanno il coltello dalla parte del manico e fanno ciò che hanno subito. Si sprona il carattere o forse si fa semplicemente un lavaggio del cervello, ma quei giovani che chiamano “carne di negro” quella che mangiano, che pagano un dollaro per far spogliare le ragazzine del luogo o che prendono a calci fino allo stremo chi si ribella anche se fosse solo con una pietra, forse sono solo delle vittime del sistema.

Dall’altra parte ci sono le vittime vere coma Bakira, quelle che subiscono, che vedono morire o stuprare i propri amici o amiche, che si ribellano fino allo stremo, che covano odio per coloro che hanno fatto l’irreparabile, che hanno visto spegnersi in loro stesse ciò che le rendeva felici, il bello dell’essenza umana, che cercano giustizia ma che non saranno mai appagate perché il loro dolore le accompagnerà fino alla morte.

LA LINEA SOTTILE è un documentario da vedere per capire ciò che avviene dietro le quinte della guerra, per comprendere che il male non si esaurisce alla bomba, ma che si trascina all’interno della gente, nell’animo di tutto il genere umano.

LA LINA SOTTILE

Regia di Nina Mimica, Paola Sangiovanni.
Soggetto e Sceneggiatura di Augusta Eniti, Nina Mimica, Paola Sangiovanni

Distribuzione Berta Film
Uscita 18 marzo 2016 a Roma al Cinema Farnese

Altre date:
24.03.2016 – Roma – Apollo 11
18.04.2016 – Milano – Apollo (Spaziocinema)
Firenze – Alfieri
Torino –Ambrosio
Perugia
Bologna
Prato
Udine
Altre città in via di definizione

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