Super, l’imbarazzo della risata

Super, l’imbarazzo della risata
Super di James Gunn

Super è un film del 2010 diretto da James Gunn. La prima difficoltà è riuscire ad inserirlo nel giusto genere d’appartenenza. Commedia, supereroistico, azione? In ogni caso si ha la sensazione di stare per guardare un film parodico e leggero, che strappa qualche risata.
James Gunn è celebre per aver diretto Tromeo and Juliet, Comic Movie e I Guardiani della galassia, ma anche Slither. Commedie, pesanti a volte e dissacranti, soprattutto l’ultimo nome citato che gode di una grande quantità di violenza, ma puramente film leggeri e di intrattenimento.

Super narra di un uomo comune, spesso sconfitto dalla vita, che in seguito all’abbandono della moglie, decide di non accettare più le ingiustizie quotidiane e di portare l’ordine elevandosi a giustiziere.
Si cuce un costume da supereroe e sotto il nome di Saetta Purpurea aggredisce criminali (e non) per risanare il degrado sociale e appagarsi con un senso di giustizia.
Effettivamente è divertente ascoltare la frase “Non si molestano i bambini, non si supera la fila, non si spaccia la droga”, colpe messe assolutamente sullo stesso livello, ma quando scorrono i titoli di coda, tra ultraviolenza e alcuni colpi di scena traumatici, l’ilarità svanisce e ci si interroga su cosa è stato effettivamente visto.

Un film su un supereroe? Probabilmente più la storia di un perdente, un pazzo senza alcun senso morale che dà sfogo a una frustrazione soffocante e alienante, con gravissime ripercussioni.
Non c’è nessun super potere, nessuna giustizia fatta, soltanto malessere; uno spaccato dal sapore amaro su una società che esaspera e distrugge. Saetta Purpurea non è che la sua identificazione.
Non un film per bambini o per la famiglia, assolutamente. Irriverente, divertente, ma anche amaro e oscuro, violento.

Il nostro eroe, o antieroe, è interpretato da Rainn Willson, affiancato da Ellen Page, Liv Tylor e Kevin Bacon.
Sceneggiatura sempre di James Gunn e musiche, molto interessanti, di Tyler Bates.

Consigliato. Soprattutto per apprezzare una critica sociale legittima narrata in modo leggero, ma allo stesso tempo disturbante.

“Il sentimento di giustizia è così universalmente connaturato all’umanità da sembrare indipendente da ogni legge, partito o religione.”
Voltaire

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