Verdone e Albanese, due nevrotici a confronto in “L’abbiamo fatta grossa”

Verdone e Albanese, due nevrotici a confronto in “L’abbiamo fatta grossa”
Antonio Albanese e Carlo Verdone in "L'abbiamo fatta grossa"

Se il Marino Spada de I due carabinieri (1984) fosse andato in pensione, oggi sarebbe sicuramente il modesto detective privato Arturo Merlino, interpretato da Carlo Verdone nella sua ultima commedia L’abbiamo fatta grossa.

Il povero Merlino (che nonostante il nome non è certo un mago dell’investigazione) si ritrova a dover fare la conoscenza di Yuri Pelagatti (Antonio Albanese) attore teatrale depresso ed in crisi economiche.
Pelagatti chiede a Merlino di intercettare la moglie in una relazione extraconiugale ma le rocambolesche situazione portano i due ad avere a che fare con una valigetta pericolosa.
Aiutato dal fido Pasquale Plastino e da Massimo Gaudioso, il regista di Borotalco (1982) firma anche la sceneggiatura di un film che però di verdoniano ha davvero poco.

E invertendo la rotta rispetto ai suoi ultimi film, con L’abbiamo fatta grossa Verdone riaccede infatti ad un pessimismo che in verità ha sempre contraddistinto le sue opere principali. Ciò che invece si continua a ripescare dal passato recente è la minore attenzione all’intersezione tra diverse psicologie, che avevano fatto del regista romano il Freud della nostra commedia (si veda Ma che colpa abbiamo noi, 2002). I personaggi sono ben approfonditi nei loro tic e nelle loro nevrosi, ma a venir meno è quella marcia acida che gli consentirebbe di raggiungere il paradosso.
Nevrotico è per eccellenza Antonio Albanese, che ancora una volta si dimostra attore dell’incertezza e della goffaggine, ma l’affinità col coprotagonista non è mai tale da raggiungere picchi irresistibili.

Ciò che quindi più di tutto emerge da questo film è la stanchezza. La stanchezza di un autore che, nonostante continui ad imprimere genuinità ed entusiasmo ai suoi lavori, forse vorrebbe cimentarsi con una prova esclusivamente registica, che magari lo divincoli dalla maschera che ha creato e che il pubblico continua a volere.
Sarebbe questa una scelta coraggiosa, ma non l’ultima nella lunga carriera di Verdone. Probabilmente saprebbe stupirci ancora una volta!

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