L’Abbracciatore, il corto sulla mancanza di valori sociali

L’Abbracciatore, il corto sulla mancanza di valori sociali

Nove minuti di cortometraggio racchiudono la storia dell’ “Abbracciatore” diretti dal giovane regista e sceneggiatore Andrea Laudisio.

Il corto uscirà tra qualche mese attraverso un progetto sostenuto dalla Civica Scuola di Cinema. Il racconto, diviso essenzialmente in quattro sequenze principali, è stato scritto interamente da Laudisio e pensato insieme all’amico Mauro Lafratta dopo una passeggiata in moto. L’Abbracciatore racconta la storia di un uomo, Carlo, sposato con Anna. Carlo ha 50 anni e dopo una brutta malattia con successivo intervento è stato costretto a tenere costantemente al polso un orologio. Questo orologio è però speciale perché indica le ore che mancano a Carlo prima della sua morte. Ogni giorno l’orologio può ricaricarsi di qualche ora grazie a un gesto unico e sincero della gente che lo ama: un abbraccio. Sembra una cosa molto banale, invece Carlo ha sempre più difficoltà a trovare la sincerità nella gente, seppur tra familiari e amici fidati.

Il cortometraggio segue una giornata di Carlo, la giornata fatale. La mattina si sveglia e ricerca l’abbraccio della moglie che però troppo indaffarata con il lavoro non riesce a pensare almeno un attimo al marito bisognoso di affetto. Poi c’è la successiva sequenza del bar dove l’amico Gianni prova ad abbracciarlo. L’orologio però non si ricarica. Carlo proverà con un anziano nel bar che risponde in modo cattivo e indifferente, andrà a cercare un abbraccio perfino da prostituta.  L’orologio non riesce a ricaricarsi e le ore passano in modo fin troppo veloce. Milano sembra arida, una città senza sentimenti. Carlo sta male, la sua vita sta finendo e proprio nel momento della morte si risveglierà uguale a tutti gli altri, omologato alla massa, a una società troppo impegnata per dare affetto. In questo corto ci sono dei temi fondamentali come la ricerca dell’amore, dell’amicizia, del rispetto. Dall’altro lato emergono però tutti i temi negativi che caratterizzano la nostra società attuale.

Carlo è interpretato da Claudio Migliavacca, importante attore teatrale. L’idea di Andrea Laudisio si candida dunque a essere vincente: come un abbraccio in moto serve per far salvare una vita, anche il protagonista è attaccato a questa attraverso gli abbracci. La sua morte, simbolica, rappresenta il verso nostra società. L’aridità può essere superata solo riscoprendo i veri valori che abbiamo a disposizione giorno dopo giorno.

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