“The Brave”: la rivincita delle rosse?

Se Cenerentola è la prova vivente che un paio di scarpe può cambiarti la vita, la principessa Merida è la viva testimonianza di come la normalità sia la vera rivoluzione.

Il nuovo capolavoro della Pixar, anticipato dallo splendido corto “La luna”, sceglie come protagonista un personaggio diverso, questa volta. I capelli di Merida sono rossi, ricci e scapigliati. Appaiono sul grande schermo per la prima volta dando immediatamente l’idea del temperamento sbarazzino della bambina che tanto fieramente li porta.

Merida è una principessa stancata dalle buone maniere, dalle apparenze, dalla finzione. Sin da piccola vive con l’imperativo categorico di esprimere se stessa fino alla nausea, senza mai rinunciare ai suoi sogni e alle sue necessità. Per questo da quando suo padre Fergus le regala un arco, la piccola peste dai capelli sanguigni si ricava di tanto in tanto i propri spazi, montando sul suo cavallo e scagliando frecce qua e là. Merida non tollera sedersi composta a tavola, si abbuffa di ciambelle e ride sguaiatamente col padre, facendo impazzire sua madre Elinor che, invece, le ricorda costantemente come una vera principessa dovrebbe comportarsi.  Tema molto spesso affrontato, il confronto generazionale si risolve differentemente in questa pellicola. L’intreccio della trama non è infatti costituito dall’anticonformismo di Merida, ma dalla costanza e dal coraggio che la principessa sfodera per rimediare alle inaspettate conseguenze comportate dalle sue azioni. Seguiamo in questo modo anche l’iter del personaggio, che riesce, minuto dopo minuto, ad acquisire la padronanza delle proprie passioni, abbracciando finalmente il significato della ribellione. Alla fine, infatti,  il film non si risolve nella trasformazione negativa della protagonista, da originale a passiva e acquiescente, ma riesce a conciliare e a legare insieme gli impulsi di Merida con le responsabilità di una principessa in età da marito.  Il film d’animazione coinvolge grandi e piccini e, pur dando la sensazione di accelerare e di perdersi un po’ verso la fine, la visione è resa più che piacevole da un delizioso umorismo e dall’accurato lavoro dell’inequivocabile Lasseter , che questa volta oltre a muovere i personaggi riesce ad animare singolarmente in modo superlativo ogni singolo riccio di Merida.

Quella proposta, insomma, è una principessa coraggiosa (perché ribelle?!?!) che col suo “Gareggerò per ottenere la mia mano!” rievoca, senza alcun dubbio, la Marfisa di Ariostana memoria. Le gesta della principessa sono accompagnate dalle due canzoni “Il cielo toccherò” e “Tra vento e aria” cantate dalla calda voce di Noemi, anche lei rossa fiammante.

Sarà stato un caso o si aprono le danze alla rivincita delle rosse?

Chiara Cerini

1 ottobre 2012

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