Tutti i rumori del mare, in viaggio attraverso l’Italia

Continua il viaggio di “Tutti i rumori del mare”, il primo lungo metraggio di Federico Brugia che i milanesi hanno potuto vedere a settembre a Milano al cinema Apollo. Dopo essere stato presentato a Roma, a Torino e essere passato per alcune città italiane, probabilmente parteciperà anche al festival di cinema internazionali come quello di Annecy, in Francia. Ed è bello vedere che un film, prodotto fuori dai circuiti “convenzionali” che non ricalca i cliches presenti nella maggior parte delle opere prime italiane, continui a farsi strada reggendosi sulle proprie gambe.

Certo, come ha ammesso durante un’intervista alla nostra testata il protagonista, Sebastiano Filocamo, il film ha dei difetti, che lo stesso regista Brugia non nasconde, come quelli legati alla sceneggiatura. Ma non ci si deve mai dimenticare che si tratta di un’opera prima, forse un po’ acerba ma che già ha un taglio europeo. La scelta di prendere per esempio attori bravi ma non popolari, puntando sulla professionalità dell’attore e non sul nome dello stessi, è tipico di un filone di film francesi e/o inglesi che arrivano al successo per la qualità del film e non per i nomi in cartellone. E Tutti i rumori del mare ha queste qualità: nella tensione artistica e innovativa, nella cura dei dettagli, della fotografia, della creazione di una sfera poetica , intimistica quasi rarefatta. In questi silenzi, in questi paesaggi, in questa fotografia a colori ma che sembra quasi in bianco e nero perché volutamente sbiadita, lo spettatore trova una dimensione interpretativa non comune data anche dall’assenza di effetti speciali.

Il film narra di X, il protagonista, che è Sebastiano Filocamo. L’attore si è formato all’Accademia dei Filodrammatici di Milano, ed ha lavorato in teatro e al cinema con, fra gli altri, Tornatore e Bertolucci. X ha deciso di esserci ma non esistere. Ha annullato la sua identità fingendo di morire annegato e insieme ad essa ha voluto annegare un passato doloroso. Per questo ha congelato le emozioni, nella sicurezza di averle asportate dal suo corpo che cambia continuamente identità per svolgere al meglio il suo lavoro in una banda criminale che “esporta”, cose o donne da avviare alla prostituzione. X le trasporta da luogo a luogo, chiuso in un silenzio plumbeo.

Mai un problema, mai una noia con la giustizia. Mai un’emozione. Gioca lui stesso con le tante identità, i tanti passaporti, i tanti profili fittizi su internet che moltiplicano illusoriamente le vite non vissute. Poi, una volta, qualcosa va storto e gli viene chiesto di uccidere la donna-bambina che sta trasportando dall’Ungheria in Italia e che ha saputo risvegliare in lui le emozioni bandite. Ecco che il passato ritorna, sfrontato, trascinante, violento. E dopo anni di non-vita, torna a vivere scegliendo di riappropriarsi di una identità, questa volta reale.

Raffaella Roversi
29 settembre 2012

SCHEDA FILM
Con: Sebastiano Filocamo , Orsi Tóth, Benn Northover, Malika Ayane
Produzione: The Family e Laokoon Filmgroup
Sceneggiatura e Soggetto: Federico Brugia, Giovanni Robbiano
Scenografia: Márton Ágh
Montaggio: Vilma Conte, Marco Bonini
Musiche: Corrado Carosio, Bottega Del Suono Pierangelo Fornaro Bottega Del Suono Rossano Baldini Stefano
Brandoni; la Canzone “Grovigli” è Interpretata Da Malika Ayane
Costumi: Anikó Virág, Ali Tóth, Panka Bojtor
Distribuzione: Maremosso in collaborazione con Lo Scrittoio

 

 

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook