Incontro con Sebastiano Filocamo, protagonista di Tutti I Rumori del Mare

Incontro con Sebastiano Filocamo, protagonista di Tutti I Rumori del Mare

sebastiano filocamoTutti i Rumori del Mare” è un film uscito in questi giorni in prima visione  nelle sale cinematografiche di Roma, Milano, Firenze, Torino, Padova e Genova, per poi raggiungere  tutte le altre città italiane. La sua programmazione, inizialmente prevista per una settimana, dato il grande successo di pubblico, è stata prorogata fino al 6 settembre. Non è stato proprio il periodo migliore, dal momento che si interseca con la grande manifestazione per il Cinema, che è quella di Venezia, ma  le sfide vanno sempre accettate e magari vinte, se è possibile.
Si tratta di un film indipendente con la regia di Federico Brugia, che dopo un ventennio di impegno nella realizzazione di  spot e video musicali, si cimenta, per la prima volta, con buon risultato, in un lugometraggio di genere noir psicolologico, ed è prodotto da una giovane casa di produzione italiana,The Family e l’ungherese Laokoon Filmgroup.
Il protagonista principale di “Tutti I Rumori Del Mare” è  Sebastiano Filocamo, che  veste i panni di un certo X, un uomo che volontariamente ha preso la decisione di non esistere, interpretato con grande maestria e senso artistico.

Sebastiano Filocamo, siciliano di origine è cresciuto a Milano, dove si è formato all’Accademia dei Filodrammatici, recitando in teatro a fianco  di Claudio Bisio, Elio De Capitani, Paolo Rossi ed altri,  ma ha a suo attivo anche diversi lavori cinematografici e televisivi e, grazie all’innato talento che fanno di lui un artista poliedrico, si è potuto cimentare con successo nella regia, tenendo alto il suo impegno sociale.
Lo scorso inverno ha diretto Ostinati e Contrari,  andato in scena su palcoscenici del Franco Parenti e dell’Elfo Puccini, sotto l’egida  dell’Associazione La Stravaganza Onlus. In quella occasione Sebastiano Filocamo mi riferì una frase che ancora, a distanza di tempo ricordo perfettamemte, percè mi colpì e mi fece capire la grandiosità del suo interiore: “non ho mai cercato la fama e la gloria, sia pure abbia recitato con grandi attori in Italia e all’estero, ho sempre inseguito qualcosa che dicesse, comunicasse e toccasse la coscienza perchè solo in questa maniera si allargano gli orizzonti di ognuno di noi……..cerchi sempre di essere una goccia che in qualche mare diventerà oceano”.
Sebastiano Filocamo, non nasce dunque con questo film, ma ha appunto una  carriera più che ventennale, da  considerarsi di alto profilo, frutto di grosse rinunce e  sacrifici, che hanno fatto si che potesse venir fuori da un stereotipo predestinato, o peggio  fossilizzato in un ruolo televisivo che avrebbe potuto accrescerne la popolarità. Invece lui ha detto parecchi no anche quando non avrebbe potuto permetterseloo economicamente, ma è  da queste scelte affrontate con difficoltà, che si forma  il carattere artistico di un artista, di cui Sebastiano, può andarene orgogliosamente fiero.
Ora l’ho rincontrato per capire dalle sue parole  il vero messaggio di questa pellicola, e per meglio   apprezzare e far apprezzare a chi legge l’impegno attorale e registico di quest’opera, di cui si scrivono contrastanti giudizi. Quindi gli ho posto alcune domande:
D. Ci sono secondo te  difficoltà di comprensione per questo film?
R. “Il film tutti i rumori del mare è un‘opera prima e questo dovrebbe essere preso sempre in considerazione quando si scrivono giudizi sul film, così come lo sforzo artistico e innovativo che la pellicola mostra. E’ un film che si apre ad un cinema europeo, totalmente indipendente, che spezza e si allontana dai clichè della maggior parte delle opere prime italiane. Un film elegante, raffinato, minuziosamente curato nei dettagli, nella recitazione, nella musica, nel suono, che affronta problematiche sociali e intimistiche in un contesto poetico e rarefatto.
D. Questo film, e fosse stato interpretato da  attori dai nomi altosonanti, avrebbe potuto essere diverso e con meno
difetti?

R. La scelta di Federico di prendere attori bravi,  ma non popolari, è stata lodata da tutti, perchè erano importanti  le facce e non i nomi. Una scelta che guarda un po’ più in là affiancandosi al filone di film francesi, inglesi che arrivano al successo per la qualità del film e non per i nomi in cartellone. Io credo che bisognerebbe vedere prima questi lati positivi invece di saltare subito addosso ad un opera onesta, innovativa, non certo perfetta. Federico ha ammesso i difetti della pellicola, difetti soprattutto di sceneggiatura, e come afferma anche lui, noi attori siamo riusciti a dare al film un respiro più intimistico, con la nostra interpretazione.
D. Quali sono i pregi di questo film?
R. E’ un film senza tempo perché non insegue mode,  ma passioni, quella di Federico, la mia, quella di gente che dopo averlo visto si sono avvicinati per aiutarlo come Luca Lucini, Fulvio Zendrini, Marco Spagnoli. E’ un film che crea sane alleanze, molto coraggioso e ribelle. Con questo film si pensa, si riflette si esce fuori dal cinema e qualcosa lavora dentro te.
D. Pensi che è un film che possa piacere al pubblico ed incontrare il favore della critica?
R. I gusti sono soggettivi, quindi massimo rispetto per gli altrui giudizi ma  ritengo che prima di scrivere  su un blog o un quotidiano è necessario informarsi di ciò di cui si vuole parlare. Diversamente si rischia di seguire la scia della cattiva abitudine, a cui pare si sta incamminando certa stampa,  che secondo me, in questi anni di servilismo mediatico, si concretizza con  giudizi frettolosi, senza aver mai visto il film, ma forse solo col piacere inconscio di dire cose brutte.
D. A quale target di pubblico credi sia rivolto questo film?
R. E’ sicuramente un film per tutti, soprattutto per chi vuole vedere qualcosa che possa farti pensare. Purtroppo la maggior parte delle nuove generazioni sono cresciute attraverso le liti di uomini e donne e dei vari reality in cui ti insegnano a cercare il difetto anche quando non c’è, perché quello innesca discussioni, urla e audience. Siamo un paese che ha perso professionalità e credibilità davanti agli occhi del mondo. Dalla politica alla cultura, Il pensiero dell’italiano è sempre più corrotto, ad ogni livello, in ogni strato sociale. Dice una frase di un testo di Valentino Corvino: hanno cambiato le parole, per generare confusione…(…) Io aggiungo che hanno contraffatto parole come dignità, professionalità, merito, ribellione. Per forruna però ci sono delle isole felici, dove ancora c’è chi ha a cuore la cultura, ma sono troppo pochi, per questo l’impegno deve essere maggiore e coinvolgente.
D. Sei contento di aver partecipato a questo film?
R. L’ho detto pubblicamente e lo ripeto in questa sede, io sono molto onorato e felice di essere il protagonista di questo film e di aver avuto compagni di lavoro bravissimi come Orsi e Benn. La possibilità che mi ha dato Federico sarà sempre riconosciuta da me come una grande occasione per cui essergli grato sempre. Da parte mia ho dato il massimo lavorando ossessivamente e con metodo per dare vita al mio personaggio e chiunque abbia visto il film ha sempre avuto parole molto toccanti per la mia interpretazione. Il mio lavoro è costruire altre persone diverse da me e renderle vere e il mio percorso mi è stato utilissimo nel rendere meglio il personaggio del signor X. Sembra che io ci sia riuscito.
D. Quali sono i tuoi progetti e cosa vedi nel tuo futuro?
R. Ora sono concentrato su un progetto discografico a favore della lotta contro l’Aids con Andrea Torresani e Niccolò Agliardi. Nel mio futuro vedo nuovi linguaggi, nuove scoperte, nuova gente intorno e spero anche degli euro che non so bene ultimamente come siano fatti .
Spero di  essere riuscito a veicolare il pensiero di Sebastiano Filocamo nella giusta direzione, là dove ci possa essere spazio per la meritocrazia, cosa che in Italia manca a tutti i livelli e non solo nel campo artistico, che sia scevra dai giudizi di chiunque critica per il gusto di farlo, senza responsabilità. Ma tanto tutti sappiamo che intorno a noi c’è sempre qualcosa da scoprire e criticare, però facciamolo per costruire e non per demolire.

Sebastiano Di Mauro
31 agosto 2012

 

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