Recensione del film Everest

Recensione del film Everest

Un film di Baltasar Kormákur. Con Josh Brolin, Jason Clarke, John Hawkes, Robin Wright, Emily Watson, Jake Gyllenhaal e Keira Knightley  Titolo originale Everest. Genere: Drammatico Durata: 121 min.

– USA 2015. – Universal Pictures

Il film che ha aperto la 72ema edizione della Mostra d’arte Cinematografica di Venezia, regala emozioni e ambientazioni da brivido

Il regista islandese Baltasar Kormakur torna su una delle giornate più buie della storia della Dea del cielo: L’Everest. Ispirato dal romanzo “Aria sottile” di Jon Krakauer edito in Italia da Corbaccio, la pellicola racconta della scalata del 1996, alla quale ha partecipato lo stesso Krakauer, giornalista inviato dal magazine Outside, insieme ad altre otto persone. Kormakur, riprende sostanzialmente gli ingredienti classici dei film del genere, ma riesce in maniera efficace a trasmettere il necessario realismo per accattivare gli spettatori. Il grado di immedesimazione è decisamente raggiunto anche attraverso la dimensione spirituale suggerita nelle riprese del tempio.

Kormakur analizza gli evidenti limiti umani nella così detta zona della morte “dead zone”, oltre gli 8000 metri di altitudine (l’Everest è altro 8840 metri). Zona in cui il corpo inizia gradualmente ad abbandonarti. Pericolo di edema cerebrale e polmonare, ossigeno rarefatto, quasi inesistente, clima avverso per le temperature rigide e la sua imprevedibilità. Sostanzialmente, ci fa capire che l’uomo non è certo fatto per stare all’altezza di crociera di un Boeing 747. E lo fa benissimo. L’ascesa dei fatti appassiona. È un film nella sua struttura di consolidata tradizione e per fortuna la digitalizzazione non ricopre un ruolo principale. Senza troppi fronzoli ma mettendo in scena una ricostruzione dei fatti, sorretta dai racconti del testimone Krakauer, rievoca di fatto, la quasi totale esattezza dei fatti accaduti sul tetto del mondo quel maledetto 10 maggio 1996. Nessuna romanzata o idealismo politico ma concretezza e rispetto. Il film scorre in maniera decisamente fluida e tiene con il cuore in gola fino alla fine.

Così come sono feroce le critiche di Krakauer nel suo libro, Kormakur offre spunti di riflessione sulle scelte compiute da altri e sul prezzo pagato da altri per nostri errori e viceversa. Attraverso un cast di assoluto valore: Jason Clarke, Jake Gyllenhaal, Elizabeth Debicki, Josh Brolin, John Hawkes, Robin Wright, Sam Worthington, Keira Knightley, Emily Watson e Martin Henderson, questa pellicola promette spettacolo incentrato sul limite umano e sulle scelte che conducono l’uomo a spingersi a tanto.

La scalata coinvolge dall’inizio e la domanda sorge spontanea: “Perché lo fanno?!”. Everest, offre una risposta in questo senso a specifica domanda. Gli 8 840 metri della vetta si tramutano in una sorta di animale da catturare, come l’obiettivo di una vita. La risposta al quesito è più semplice di quello che si possa pensare, oltre ogni mitologia e ragione filosofica: “perché è li!”.

GUARDA IL TRAILER UFFICIALE:

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