Tusk, ultima opera horror di Kevin Smith

Tusk, ultima opera horror di Kevin Smith

Kevin-Smith-Tusk-Michael-ParksKevin Smith è l’irriverente regista di opere ironiche e dissacranti come Clerks o Dogma.

Recentemente si è interessato al genere horror con Red State (https://www.2duerighe.com/la-dolce-vita-cinema/19593-red-state-lhorror-firmato-da-kevin-smith.html) e ora torna con una nuova pellicola a dir poco disturbante.

Proprio come Red State, Tusk non è un semplice film horror fine a sé stesso che mira semplicemente ad intrattenere e spaventare lo spettatore al di là della trama e dei contenuti. Tusk è un film horror parodico, ironico, inquietante e adornato con varie riflessioni sociali.

Justin Long interpreta Wallace, il protagonista. Gestisce insieme all’amico Teddy un podcast comico dove si fanno beffe di persone trovate online goffe o vittime di incidenti.

Il sadismo del programma sembra corrompere l’anima di Wallace, un tempo umile e sognatore, ora arrogante e presuntuoso.

Parte in viaggio per intervistare l’ultima vittima del suo podcast, un ragazzo che si è amputato una gamba accidentalmente mentre realizzava una parodia di Kill Bill.

Ben presto si ritroverà lui stesso vittima di un sadico, lo psicopatico Howard Howe, interpretato da un brillante Michael Parks, già usato in Red State sempre per la parte del cattivo e folle.

Dialoghi surreali, come sempre, ma funzionali. I racconti di Michael Parks, seppur eccessivi, sono così ben scritti e interpretati che potrebbero reggere il film da soli.

La critica non ha apprezzato questo film, ingiustamente considerato un horror puro e semplice che chiaramente non funziona. Kevin Smith ha messo la sua personalità ancora una volta, mescolando l’aberrante all’ironico, il sadico al divertente, il sublime al grottesco.
Ciò che emerge è un film ben scritto, capace di intrattenere, far sorridere e inquietare. Il tutto inserito in una critica un po’ debole e leggera, ma pur sempre apprezzabile.

Un giorno senza sorriso, è un giorno perso
Charlie Chaplin

Valerio Di Lorenzo
28 maggio 2015

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