Alla scoperta della Giovinezza

Alla scoperta della Giovinezza

 Youth locandinaUna persona arriva ad una certa età e comincia a porsi delle domande. Anzi no, questa è una bugia: una persona si pone delle domande nel corso di tutta la sua vita, quello che cambia davvero sono le domande, la loro qualità e il loro livello, la loro serietà. Chi non si pone mai dei quesiti su se stesso e sulla propria vita, è molto probabile che pecchi di eccessiva presunzione o, nella maggior parte dei casi, menta e stia nascondendo qualcosa. Scoprire cosa non è sempre affare nostro, quello che invece ci spetta di diritto è la nostra età che avanza, con pregi e difetti che si scambiano di posizione, ogni anno, come se fossero al Gran Premio di Montecarlo.

E c’è chi, con maestria e delicatezza, tenta di spiegare il mistero di questa tanto sentita quanto misteriosa età che avanza (chiamarla vecchiaia sembra ad alcuni sbagliato, ad altri.. chi lo sa) con la sua arte, diretta da lui stesso: il cinema. Così prende vita la scrittura e la regia di Youth – La Giovinezza, il nuovo film diretto e scritto dal neo vincitore dell’Oscar al Miglior Film Straniero Paolo Sorrentino. Che di pregiudizi e timori intorno a sé ne aveva parecchi: dopo aver vinto la statuetta nel 2014, le sue intenzioni cinematografiche sono rimaste nascoste e poi sbam! Arriva al Festival del Cinema di Cannes con una pellicola che si becca ben dieci minuti di applausi, ovviamente accompagnati anche da numerose critiche (ben vengano, se costruttive). Un racconto, ma forse nemmeno: una parentesi estiva di due uomini, interpretati in maniera impeccabile da Michael Caine e Harvey Keitel, che tentano di ripercorrere la strada dei ricordi, la quale sembra essere costellata da successi sul piano professionale e sbagli giganteschi sul piano umano/familiare. I figli non vedono tutto: più crescono e più vedono i propri genitori come esseri umani, quindi non si capacitano del fatto che possano sbagliare perché insomma, sono i loro genitori. Sono i loro eroi, ma chi può ricordarsi quando era bambino/bambina dei sacrifici che i genitori possono avere fatto per loro? Non si vedono, eppure ci sono e sono anche belli grossi. Sorrentino si conferma nuovamente come osservatore e narratore esterno di una storia che tocca tutti profondamente(chi più, chi meno), forse senza il vero intendo di comunicare un messaggio, ma solo che con la volontà di fare quello che ama e che gli riesce meglio. Due ore  di film che si chiude con una musica da pelle d’oca e anche magari un lacrima che scende inconsapevolmente.

CANNES: MORETTI, SORRENTINO, GARRONE, COSI' IN GARAE come dice Harvey Keitel: “Questo è quello che si vede da giovani: si vede tutto vicinissimo; quello è il futuro… E questo è quello che si vede da vecchi: si vede tutto lontanissimo e quello è il passato”.

Rebecca Cauda
27 maggio 2015

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