La Marvel schiera il suo team d’Elite: The Avengers

Uscito in Italia il 25 aprile scorso, in meno di una settimana “The Avengers” è già supereroe di incassi.
L’epica pellicola, ultimo gioiellino di casa Marvel, vede impegnata, in una durissima battaglia per salvare la Terra, la Squadra di supereroi de “I Vendicatori”, tradizionale istituzione del mondo dei fumetti dal 1963.

I segnali erano già stati lanciati nelle passate uscite dedicate ai singoli personaggi e il compito di unirli è stato affidato al regista Joss Whedon, classe 1964. Il 47enne, nato a New York, ha dovuto imparare in fretta a fare il burattinaio ed il compito più arduo è stato quello di intrecciare i fili delle sue marionette in modo da poterle muovere insieme lasciando ad ognuno il giusto spazio.
Attaccati a fili di Joss non c’erano semplici pupazzetti, le sue marionette erano Capitan America, Iron Man, Hulk, Thor, Occhio di Falco e la Vedova Nera rispettivamente interpretati da Chris Evans, Robert Downey Jr., Mark Ruffalo, Chris Hemsworth, Jeremy Renner e Scarlett Johansson un cast di tutto rispetto senza dimenticare Samuel L.Jackson nei panni di Nick Fury, capo dello S.H.I.E.L.D, e Tom Hiddleston che interpreta il cattivo Loki, fratello di Thor.
Il regista ha fatto un eccellente lavoro usando gli attriti tra i diversi personaggi per unirli ancor di più sotto un’unica bandiera.
Il risultato di questo duro lavoro è considerato da molti come il miglior film della Marvel.
Certo, alcuni amanti della serie a fumetti storceranno sicuramente il naso di fronte alle imprecisioni e le modifiche apportate alla storia originale, ma sono piccoli e spesso inevitabili errori che non rovinano il complesso del film.
Oltre ad avere una storia avvincente, “The Avengers” può contare su un sapiente uso di stupendi effetti speciali, che non vengono mai esagerati, e su una comicità che può strappare un sorriso agli spettatori di tutte le età.
Tra gli attori è da notare la new entry Mark Ruffalo, nei panni di Bruce Banner, che non fa rimpiangere per niente i suoi due predecessori.
Ultima nota è il 3D, non ancora all’altezza di soppiantare la visione in due dimensioni che non toglie praticamente nulla al film.

Federico Zenari

3 maggio 2012

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