Recensione del film: Magnifica presenza

Ferzan Ozpetek è tornato nelle sale cinematografiche italiane dopo l’ultimo successo del film “Mine Vaganti”

Pietro Pontechiavello ( Elio Germano ) è nato a Catania, ha 28 anni e vuole diventare un attore. Per questo motivo si trasferisce a Roma insieme alla cugina Maria ( Paola Minaccioni ). Di notte fa il pasticcere, di giorno, tra un provino e l’altro, cerca una casa in cui andare a vivere da solo per liberarsi definitivamente dalle morbose attenzioni della cugina. Dopo tante ricerche prende in affitto un appartamento d’epoca in zona Monteverde che scoprirà essere “occupato” da strane, ma certamente magnifiche, presenze.

 

Gli ospiti, all’inizio, compaiono solo di notte, quasi come se fossero parte solo di un sogno dell’aspirante attore. Finzione o realtà ? Questo il “motto” del film. Lo spettatore non capisce subito se questi personaggi fantasmi esistano davvero o se siano solo una creazione del protagonista. In realtà non riuscirà a capirlo nemmeno alla fine, perché è proprio questo l’intento di Ozpetek: confondere, fingere, giocare sul vedo e non vedo usando il teatro, il luogo della finzione per eccellenza, come background della storia. Ma chi sono questi ghost personaggi ? Sono i membri di una compagnia teatrale ( Apollonio ) alla ribalta negli del fascismo. Proprio in quell’appartamento si era nascosta per sfuggire alla polizia del regime ( gli attori collaboravano con la resistenza ) e lì aveva trovato la morte. Nessuno dei fantasmi è consapevole di essere tale, crede anzi di vivere ancora nel ’43 ( data della loro scomparsa ) e di aver trovato in Pietro la persona che gli permetterà di fuggire. L’aspirante attore, alla fine, accetta la loro presenza perché questi spettri sono innocui e perché si sente solo. Pietro è sensibile, solitario, ma soprattutto gay. Nemmeno lui riesce a manifestare pienamente la sua identità sessuale, però sa di esserlo. La figura dell’omosessuale è sempre presente nei film di Ozpetek anche se in modo differente. Ricordiamo in Mine Vaganti Tommaso ( Riccardo Scamarcio )  che ha paura di rivelare la propria omosessualità alla famiglia un po’ bigotta, o ancora Andrea Renzi ( Stefano Accorsi ) in Fate Ignoranti che combatte contro una società chiusa che “allontana” tutto ciò che esce fuori dagli schemi della normalità se si ha un’esatta definizione di che cosa vuol dire essere normali. In questo caso Pietro non deve combattere né con un padre bigotto, né con la società. Combatte contro sé stesso, contro la sua timidezza e la sua debolezza.

Originale la descrizione del “lavoro mattutino” dei transessuali, o ancora l’incontro notturno di Pietro con il trans massacrato da qualche teppista. L’elemento gastronomico è sempre presente, i dolci, la pasta dei cornetti in primo piano che portano allegria e amicizia anche tra i fantasmi. Il film nel complesso scorre, la colonna sonora perfetta ( come in tutti i film di Ozpetek ), soprattutto le canzoni Tenna, Sud, Unuttun Mu Beni e Gitmen Daha cantate da Sezen Aksu diva della musica pop turca.

Tra gli altri attori, oltre al bravissimo Elio Germano ricordiamo: Margherita Buy, Beppe Fiorello, Vittoria Puccini, Andrea Bosca e la straordinaria partecipazione di Anna Proclemer.

Consigliato a chi piace Ferzan Ozpetek e a chi vuole vedere qualcosa di diverso che, a quanto pare, il cinema italiano sembra poterci offrire.

Jessica Di Paolo

25 marzo 2012

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook