Recensione del film: Devil Inside, L’altra faccia del diavolo

Un film horror dal budget ridotto questo Devil Inside ribattezzato nella versione italiana come l’altra faccia del diavolo, che tuttavia ha sbancato il boxoffice americano prima di sbarcare nel vecchio continente. In Usa, con 35,4 milioni di dollari di incassi, questa pellicola si è piazzata al terzo posto come film con la miglior partenza dopo Cloverfield (40 milioni di dollari) e l’edizione speciale di Star Wars nel 1997 (35,9 milioni di dollari), Un successo inaspettato soprattutto in virtù di una critica non particolarmente favorevole.

La Paramount, società produttrice del film ma anche della fortunata serie Paranormal activity (il cui 4° capitolo è in fase di elaborazione) ha ugualmente assicurato una titanica promozione al film. L’altra faccia del diavolo racconta la storia di Isabella Rossi che cerca in tutti modi di capire per quale motivo la propria madre Maria, abbia selvaggiamente ucciso tre persone in una sera del 1989. Per farlo si recherà a Roma e al Vaticano, passando per l’ospedale psichiatrico in cui è detenuta la madre, per capire se effettivamente possa essere posseduta dal diavolo o da altre presenze demoniache. Risulterà inizialmente di difficile comprensione per Isabella, la situazione nella quale si trova la madre. Grazie all’aiuto di due giovani preti intraprendenti conosciuti in un seminario condotto sull’esorcismo dalla scuola vaticana, Isabella proverà ad agire per liberare la madre rimanendo coinvolta in maniera totale in una battaglia di natura intensa e diretta contro quello che ritiene il diavolo. Nonostante qualche buona idea, come la progressiva possessione dei protagonisti, lo scenario non sembra reggere. La scena di apertura è un po’ ridicola e non ci permette di entrare totalmente nel film. Scene ovviamente riconducibili al più celebre l’esorcista di William Friedkin che nell’ambito costituisce un paragone obbligato, sembrano non mostrare nulla di nuovo a un genere già molte volte ripetuto. Forse proprio la popolarità del film degli annui 70 con Linda Blair protagonista, ha spianato la strada ai suoi predecessori assicurandosi sempre un certo numero di spettatori colpendo dunque un pubblico di massa.    

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Manuel Giannantonio

18 marzo 2012

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