Cordoglio in tutto il mondo per l’improvvisa scomparsa di Pino Daniele

Cordoglio in tutto il mondo per l’improvvisa scomparsa di Pino Daniele

Viene a mancare un grande artista che tanto ha prodotto anche per il mondo del cinema

Pino-Daniele-+-Massimo-TroisiSi dice che «La morte è maleducata, perché entra senza bussare!», e mai come nel caso di Pino Daniele questo antico detto popolare ha spiegato tutta la sua veridicità!

All’età di sessant’anni non ancora compiuti Pino ci ha lasciato la notte scorsa in poche ore a causa di un fatale attacco cardiaco.

In realtà si tratta di una morte per così dire “annunciata”, soffrendo il noto cantautore da più di vent’anni di una grave patologia cardiovascolare, sconosciuta ai suoi fan, ma purtroppo ben nota ai suoi medici curanti di fiducia.

Migliaia i messaggi di cordoglio sui social network e gli altri media da parte di istituzioni, artisti, amici, semplici cittadini, tutti sgomenti per un avvenimento inaspettato e foriero di un enorme vuoto che sarà difficilmente colmabile.

Pino-DanieleLa sua carriera è quasi fiabesca. Nasce a Napoli il 19 marzo 1955, si diploma in Ragioneria e inizia subito a volare sulle ali di un talento musicale straripante che in pochi anni lo porta alla ribalta internazionale, arrivando a collaborare con artisti del calibro di Ralph Towner, Yellow Jackets, Mike Mainieri, Danilo Rea, Mel Collins, Pat Metheny, Chick Corea, Eric Clapton, e producendo, a partire dal 1977, quasi trenta album musicali, di cui almeno sei live.

Si impone subito come uno dei più insigni rappresentanti del Neapolitan Power (movimento artistico-musicale che, nell’ambito della tradizione partenopea, coniuga generi diversi, quali il jazz, il funky e il blues) e del tarumbò (un mix di tarantella e blues).

Pino, grazie al fratello Gaetano, produttore cinematografico, e grazie alla sua amicizia con Massimo Troisi, cavalca con successo anche il mondo cinematografico.

Le sue composizioni musicali fanno parte delle colonne sonore di film di grande seguito popolare, tra cui “La mazzetta” del 1978, per la regia di Sergio Corbucci, “Ricomincio da tre” del 1981, per la regia di Massimo Troisi, “Tre fratelli” del 1981, per la regia di Francesco Rosi, “Mi manda Picone” del 1983, per la regia di Nanni Loy, “Blues metropolitano” del 1985, per la regia di Salvatore Piscicelli, “Le vie del Signore sono finite” del 1987, per la regia di Massimo Troisi, “Se lo scopre Gargiulo” del 1988, per la regia di Elio Porta, “Pensavo fosse amore… invece era un calesse” del 1991 (film che nel 1992 vince il Nastro d’Argento per la miglior musica), per la regia di Massimo Troisi, “Amore a prima vista” del 1999, per la regia di Vincenzo Salemme, “Opopomoz” del 2003, per la regia di Enzo D’Alò, “Fame chimica” del 2003, per la regia di Antonio Bocola e Paolo Vari, “Maradona – La mano de Dios” del 2006, per la regia di Marco Risi, “La seconda volta non si scorda mai” del 2008, per la regia di Alessandro Siani, “Negli occhi” del 2009, per la regia di Daniele Anzellotti & Francesco Del Grosso, “Passione” del 2010, per la regia di John Turturro, e da ultimo “Il principe abusivo” del 2013, per la regia di Alessandro Siani.

In una delle ultime interviste Pino ricorda Massimo Troisi con affetto, definendolo un grande amico, oltre che il vero mentore della sua passione cinematografica. Li ricordiamo entrambi nel 1992 su RAI UNO, nel programma “Alta Classe” diretto da Gianni Minà, giovani e spensierati, all’apice del loro successo, che non lasciano spazio al conduttore (Gianni Minà, appunto) in uno sketch improvvisato degno della migliore tradizione della commedia all’italiana.

I funerali di Pino Daniele sono celebrati in forma pubblica mercoledì 7 gennaio a Roma, alle ore 12.00 presso il Santuario della Madonna del Divino Amore a Castel di Leva (via del Santuario 10, Roma – nei pressi di via Ardeatina).

Marco Eugenio Di Giandomenico
Milano, 7 gennaio 2014

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook