Recensione del film: L’ora nera

Chris Gorak è certamente un regista di un certo calibro forgiato da un passato importante caratterizzato da collaborazioni  con registi come Steven Spielberg, i fratelli Coen e David Fincher. Queste collaborazioni hanno permesso al regista di lavorare in progetti di spessore quali Fight club, L’uomo che non c’era e Minority report senza dimenticare Paura e delirio a Las Vegas. 

Ovviamente con un curriculum simile ogni suo film va incontro a determinati tipi di aspettative. Con questo film, L’ora nera, Gorak si immerge in un mondo già ampiamente collaudato e esplorato, lo scenario apocalittico. Il cinema stesso, la letteratura e anche i videogiochi hanno largamente affrontato l’argomento, basti pensare a libri come la strada di Cormac Mc Carthy, reinterpretato al cinema con la pellicola The Road di John Hillcoat, o al più famoso e tra i primi Indipendence day e i recenti World Invasion, Segnali dal futuro, Sky Line e 2012  solo per citarne alcuni. Come detto quindi il tema apocalittico è già stato ampiamente affrontato e proprio per questo motivo rimane difficile coinvolgere emotivamente un pubblico già travolto da questo argomento. L’unica domanda che emerge in questo scenario a questo punto è : quale sarà la causa della fine del mondo ? L’arrivo degli alieni, la caduta di un asteroide o una catastrofe naturale ?  Prima sveliamo la trama di questa pellicola. Due giovani ragazzi di nazionalità americana partono per la Russia, destinazione Mosca. Viaggiano consultando una mappa sulla quale sono evidenziati i punti più cool del luogo armati di un progetto che potrebbe cambiare le loro vite. Sfortunatamente il progetto andrà in fumo ma la cosa verrà smaltita piuttosto velocemente all’interno di un locale. Improvvisamente intravedono un taglio netto all’orizzonte proprio di fronte a loro. Osservando tra lo stupore generale tutti si chiedono di cosa si tratta, un fenomeno atmosferico o altro ? Si abbatte sulle strade una pioggia di fuochi fatui di un intensità cromatica molto bella. Un poliziotto che osserva lo strano fenomeno viene polverizzato in un lampo.  Da qui è un lungo susseguirsi di stereotipi del genere e sulla tensione che riguarda chi effettivamente riuscirà a salvarsi.   
Una pioggia di fuochi fatui dall’insolita intensità cromatica si abbatte sulle strade. Neanche il tempo di ammirarne la bellezza, che il primo poliziotto viene polverizzato in un istante. Da lì tutto ha inizio. L’ora nera è comunque nonostante tutto una pellicola che riesce nell’intento di intrattenere lo spettatore. Nonostante la suggestiva località russa il film tende a prediligere gli interni per buona parte della sua durata regalando comunque scenografie di un certo spessore. Emil Hirsh (Il protagonista della trascrizione cinematografica della storia di Chris Mc Candless, Into the wild diretta da Sean Penn) si conferma un attore di grande livello facendo una buona prova con questo film. Efficace la sua versatilità nell’affrontare pellicole diametralmente opposte fra loro . Il film rimane sicuramente raccomandabile per gli amanti del genere anche se il 3d in questo caso non esalta particolarmente le scene che sono sostanzialmente scure per ovvi motivi. Il film tecnicamente è sicuramente buono ma con gli standard di oggi è difficile realizzare materiale non all’altezza sotto questo punto di vista. La trama un po’ banale di per sé stereotipo del genere ci ricorda quanto i film di questo tipo si somigliano. Insomma poca fantasia nell’affrontare un tema già digerito più volte dallo spettatore ormai nauseato dagli attacchi alieni.  

Voto 2duerighe: 19/30

Manuel Giannantonio

20 gennaio 2012

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