La signora della porta accanto allo Spazio Oberdan

La signora della porta accanto allo Spazio Oberdan

 afagsfFino al 5 ottobre continua allo Spazio Oberdan di Milano la retrospettiva dedicata a François Truffaut; per l’occasione vengono riproposti tutti i film dl regista francese in lingua originale, tra cui La signora della porta accanto (La femme d’à côté) , del 1981. La vita di Bernard (Gérard Depardieu) sembra tranquilla: una bella casa con giardino nei dintorni di Grenoble, una giovane moglie e un bambino piccolo: peccato che, all’arrivo dei nuovi vicini, due sposi novelli, Bernard riconosca nella signora Bauchard Mathilde (Fanny Ardant), donna amata con passione otto anni prima. I due ex amanti non svelano nulla agli attuali coniugi, e cercano, almeno in apparenza, di mantenere dei rapporti cordiali da buoni vicini. Solo la signora Odile Jouve, che gestisce il circolo di tennis frequentato dalle due famiglie, nonostante non possa giocare per via di una protesi alla gamba, intuisce qualcosa: sarà proprio lei, attraverso un lungo flash back che occupa pressoché tutta la durata del film, a raccontare la storia di Mathilde e Bernard. Mentre Bernard tenta di sfuggire, Mathilde, con apparente serenità, sembra cercare solo un rapporto di amicizia: ma l’incontro casuale al supermercato e il bacio (e lo svenimento di Mathilde) nel posteggio sotterraneo scateneranno di nuovo la passione inarrestabile, precipitando i due tra ricordi del passato e incontri clandestini in un motel. Emergono a tratti elementi del loro passato comune: il matrimonio di lei per dimenticare la relazione distruttiva con Bernard, il figlio avuto dallo stesso Bernard con la moglie Arlette, mentre all’epoca Mathilde aveva abortito; il secondo matrimonio di Mathilde con Philippe, uomo compassato e più vecchio di lei, nel tentativo vano di dimenticare l’amante. I due si respingono e si cercano senza pace, sotto gli sguardi disattenti dei nuovi compagni e degli amici: solo la signora Odile – la cui menomazione alla gamba si scoprirà essere causata da un tentativo di suicidio per un amore finito – sembra comprendere il loro tormento. La vicenda esplode quando Philippe, durante una festa, annuncia l’imminente partenza con la moglie, per la tanto attesa luna di miele. La reazione di Bernard è folle: si avventa contro Mathilde, completamente preda della rabbia.  Al ritorno dalla vacanza i vicini ormai si evitano.  Durante la presentazione di un libro per ragazzi illustrato da lei, Mathilde, in preda a un esaurimento nervoso, sviene nuovamente. Ricoverata in una clinica, cerca ancora Bernard, che però la evita. La donna sembra crogiolarsi nella sua sofferenza, finché non capisce che l’unico modo per guarire è estirpare il male dalle radici. Così, apparentemente ristabilita e uscita dalla clinica, si apposta nella vecchia casa, ormai in vendita. Bernard, sentendo un rumore, torna nell’abitazione dell’amante e la trova lì: ovviamente i due fanno l’amore, ma dopo Mathilde estrae la pistola e uccide l’amante, per poi spararsi a sua volta. “Nè con te nè senza di te”: se potesse, la signora Odile Jouve sceglierebbe questo epitaffio, per gli infelici amanti. Proprio il personaggio della saggia Odile, testimone e partecipe, rende così particolare questa intensa storia d’amore, insieme allo sguardo comprensivo  ma al tempo stesso obiettivo di Truffaut.

 Valeria Gubelli

29 settembre 2014

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