Il sogno americano di Emanuele Fiore, dalla Grande Moda verso il Grande Cinema: è italiano e ce l’ha fatta

Il sogno americano di Emanuele Fiore, dalla Grande Moda verso il Grande Cinema: è italiano e ce l’ha fatta

Intervista esclusiva per 2Duerighe.com

Emanuele Fiore - foto AXB Production
Emanuele Fiore – foto AXB Production

MILANO – Parlare di sogni è sempre un tema delicato, aspettative e grandi obiettivi sono all’ordine del giorno, ancora di più nel settore dello spettacolo dove per farcela occorre altro, impegno e tanta tanta di determinazione.
A darci una visione più nello specifico, un ragazzo che di tutto questo ne ha fatto un lavoro in Italia e all’estero, ed ora ricerca nuove avventure e nuovi sogni da realizzare, senza fermarsi mai.
Si chiama Emanuele Fiore, 26 anni ed è italiano, fin da piccolo appassionato ed affascinato dal mondo della moda, dopo i primi provini entra subito a contatto con le migliori agenzie affermandosi prima a livello nazionale e successivamente a livello internazionale, gira il mondo per lavoro ed è tra i più ricercati giovani modelli italiani.

Un sogno tira l’altro, ora Emanuele guarda ancora più avanti, in contemporanea alla moda è determinato a fare anche carriera nel mondo del grande cinema di Hollywood iscrivendosi alla prestigiosa Susan Batzon Studio di New York dove studia recitazione e si impegna giorno dopo giorno a coltivare il suo sogno americano, lo fa con umiltà e rispetto, volando basso ma guardando in alto, sicuro delle proprie potenzialità.
Un percorso che può essere di ispirazione per tutti gli aspiranti dello spettacolo, in esclusiva per noi, per capire e farvi capire come il sogno sta prendendo e può prendere realtà.

emanuele-fiore-primoCiao Emanuele! Una grande carriera da modello ed ora attore, spenti i riflettori chi è Emanuele?
Premetto, non uso la terza persona perche’ non mi sento ancora abbastanza importante da poterla usare, a parte questo ho ancora tanto da studiare e fare prima di potermi definire un “attore”. Ci credo, sento di avere con molta umiltà delle potenzialità ma il cammino è ancora lungo, come ho fatto e sto facendo nella moda, se decido di intraprendere un percorso, cerco di farlo aspirando a buoni risultati e dando il massimo. Ho molto rispetto dell’Attore preparato, sicuramente c’è una parte di talento naturale ma anche lo studio credo sia fondamentale, io sto studiando intensamente per questo…spenti “i riflettori”, se ne riaccendono degli altri! E’ difficile trovarmi in un momento di noia o solitudine, al contrario di quel che tutti si aspetterebbero da coloro che lavorano nell’ambito del fashion, io sono un ragazzo pieno di amici, anche amici veri, ai quali dedico tempo con gioia. Adoro anche i miei momenti di solitudine, dove riesco a concentrarmi sui miei obiettivi da raggiungere, tutti mi rimproverano sempre di non staccare mai “la spina”, anche quando sono da solo a casa, finito il lavoro sono sempre in contatto con colleghi per pianificare nuovi lavori e nuovi progetti, anche in altri ambiti, questo e’ dovuto probabilmente alla mia profonda ansia. Lo riconosco, sono un ragazzo ansioso  e “ammazzo” quest’ansia tenendomi perennemente impegnato, e’ un ‘ansia inconscia probabilmente procurata da una vita che in fondo di stabile non ha nulla, nemmeno le cose più normali, come una fissa dimora, lavoro, fidanzata ecc.. e questa paura di instabilita’ e’ cio’ che mi dà la stimolo per impegnarmi sempre al massimo, forse e’ anche la mia fortuna!
Gli unici momenti di solitudine e tristezza li provo  quando penso alla mia vita sentimentale che ultimamente non e’ delle migliori, sto parlando di sentimenti, non altro ma sono anche consapevole che in questo momento non potrei gestire un sentimento con le giuste attenzione viaggiando quotidianamente.

emanuele-fiore-intervista-secLa tua attenzione fin da bambino è attirata dal mondo della moda, cosa ti ha portato poi ad intraprendere la strada professionale?
Penso che nulla avvenga per caso nella vita, ricordo chiaramente quando da piccolo guardavo le copertine dei giornali e le sfilate in televisione inconsapevole del fatto che prima o poi sarebbe stato il mio lavoro, mi ricordo che tutto comincio’ a 15 anni con una sfilata di “provincia” per parrucchieri, da li cominciai a fare conoscenze che mi portarono poi in seguito a firmare a 19 anni un contratto con la migliore agenzia di moda di Milano, un lungo percorso ed un continuo crescendo che ora mi hanno portato ad essere un modello internazionale con 10 agenzie in tutto il mondo ed un attore emergente. Devo tanto al mio lavoro da modello perchè mi ha permesso di viaggiare, conoscere, confrontarmi con culture e persone diverse da me, sarò grato eternamente a questa possibilità che mi ha regalato la vita.

In molti ragazzi sognano quel mondo ma cosa vuol dire essere oggi un modello italiano e un modello all’estero?
Essere un modello che lavora in tutto il mondo non e’ sicuramente facile, ne’ diventarlo ne’ continuare ad esserlo, rispetto ad un modello italiano vi sono moltissimi problemi, soprattutto a livello logistico, la gestione delle case dove pernottare (spesso si finisce col pagare 2-3 affitti contemporaneamente ogni mese), la gestione dei contatti da mantenere sempre “vivi”, la gestione dei viaggi da pianificare, fusi orari, jet leg, cambi valute, problemi fiscali, commercialisti che si trovano a dover rispettate leggi di 10 paesi contemporaneamente e soprattutto problemi di vita privata troppo instabile, difficilissimo avere relazioni durature con una compagna.
Tutto questo e’ il prezzo da pagare pero’ per avere una carriera in crescita con grandi soddisfazioni, essere richiesto in piu paesi nel mondo non e’ una cosa da poco..sicuramente anche a livello economico ovviamente, poter lavorare in piu paesi porta anche a guadagni superiori che ti permettono di coltivare altri obbiettivi, come la recitazione.

emanuele-fiore-intervista-terCi sono dei regimi (soprattutto alimentari) da seguire? Hai fatto fatica ad adattarti a tutto questo?
In teoria ci sarebbero regimi alimentari e diete da rispettare ma per ora non ne seguo nessuna, faccio solo attenzione a non esagerare con le quantita’ ma il dolce a fine pranzo e cena non mi manca mai, sono troppo goloso! non riesco proprio a farne a meno e per sentirmi meno in colpa recupero con 10 vasche in piu’ a nuoto! Poi da buon italiano non potrei rinunciare alla nostra cucina, ho “contagiato” un sacco di colleghi stranieri ed anche se sono spesso dall’altra parte del mondo non rinuncio alle nostre tradizioni culinarie!

I tuoi primi shot e servizi, come li ricordi?
Li ricordo con grande emozione, ero giovanissimo e all’inizio anche un po’ inconsapevole di quello che andavo a fare. Sono stato fortunatissimo, il primo giorno di casting presi addirittura 3 lavori, 3 campagne pubblicitarie, quando arrivai sul set, ovviamente ero agitato, ansioso di non essere all’altezza della situazione, ricordo come se fosse ieri che entrai in questo studio e mi trovai subito un team di 25 persone, un ‘ansia pazzesca, rimasi all’inizio quasi destabilizzato ma come in  tutte le cose, appena cominciato, tutto in discesa. Mi è scattata subito quella determinazione e voglia di giocarmi quell’opportunità al meglio e da quel momento non ho mai smesso! Ci sono stati ovviamente anche momenti particolari, negativi, ricordo che subito dopo la prima settimana di lavoro, sono cominciati una serie di “test ” fotografici o finte proposte di lavoro, intente a tutt’altro che lavoro ed in questi momenti ho avuto attimi di sconforto, pensando che in questo ambiente, per lavorare, vi era solo una strada da percorrere ma fortunatamente con gli anni ho capito che non e’  cosi, alla fine quando un’azienda investe dei soldi per avere un ritorno economico grazie alla comunicazione creata e’  interessata a scegliere il modello giusto con le giuste caratteristiche e potenzialità, non quello compiacente, gli “sciacalli” ci sono in ogni contesto professionale, io ho sempre avuto la fortuna di avere uno staff che ha sempre creduto in me, consigliandomi sopratutto quando ero più giovane e forse un po’ ingenuo.

emanuele-fiore-intervista-4In che modo un giovane può iniziare la carriera di modello riconoscendo i lavori giusti?
Un giovane può iniziare la carriera del modello scegliendo i lavori giusti innanzitutto affidandosi ai consigli ed a gli appuntamenti fissati dalla propria agenzia di moda. Il ruolo dell’agenzia è fondamentale. Generalmente gli appuntamenti presi da loro sono con clienti storici o contatti di fotografi già affermati nel campo. Consiglio ai più giovani di dubitare di proposte di lavoro non pagate o prese tramite social media oppure proposte fotografiche per “progetti” futuri, le ho sentite tante volte queste frasi e la maggior parte delle volte vogliono solo utilizzare l’immagine del modello gratuitamente (ed è per questo che non contattano il manager), oppure vogliono solo vederti nudo. Quindi dubitare dei lavori presi con “scorciatoie”, soprattutto all’inizio, quando non si conoscono a fondo i meccanismi di questo lavoro.

Oltre alla moda, arriva lo studio della recitazione presso il prestigioso Susan Batzon Studio di New York, da cosa nasce quest’esperienza?
Ho deciso di iscrivermi alla scuola di Susan batzon perché so che è una delle migliori scuole al mondo e come ho anticipato,  se decido di fare una cosa cerco di farla al meglio e la scuola mi sta dando tanto. Abitare a New York, la città delle difficoltà, ma anche soprattutto quella delle grandi possibilità per me è uno stimolo quotidiano e non sfruttarle tutte a pieno non fa parte del mio carattere! Io salgo sempre sui treni in corsa che mi passano davanti, e questo secondo me è uno di quelli! Voglio sempre essere preparato e pronto a tutto, l’opportunità di imparare a recitare in America, non me la faccio scappare! Se sono finito da Torino alla grande mela, ci sarà un motivo.
Sono sicuro che a breve, senza presunzione, una volta ottenuti tutti i documenti necessari, comincerò a lavorare nel cinema.

Come ti stai trovando a New York? Che impatto ha un modello con la recitazione e tutto il resto?
New York è una città molto difficile, è un Meltin pot! Un “Caos” ! mix di razze, culture, altissima competizione, concorrenza, gente professionale e gente senza scrupoli, un oceano pieno di squali! Squali che creano una selezione naturale inevitabile, i pesciolini piccoli hanno vita breve!
E’ una città per gente con un carattere forte, che sa resistere alle molte difficoltà sia lavorative sia di vita, New York è una città che va conquistata tramite conoscenze e professionalità.
Io inizialmente non mi sono trovato molto bene, ovviamente perché non avevo ancora imboccato le vie giuste sia per lavorare ( da modello) , sia per avere un tenore di vita adatto… Senza garanzie o credit history bancaria alle spalle è persino difficile trovare una fissa dimora..
Ora invece ho trovato il mio equilibrio a New york, lavoro bene come modello e anche li sono in ascesa,mi sto preparando con la recitazione, ho la mia casa, i miei amici e finalmente comincio ad avere anche le mie sicurezze..
Passare dalla moda al cinema non è un passaggio obbligato o successivo  al contrario di quello che tutti pensano, sono 2 lavori completamente diversi, con preparazioni diverse e canali diversi, lavorare nel cinema è una scelta che va fatta, un cambiamento che va digerito ed inseguito, non avviene per forza di cose.
E l’approccio a questo cambiamento spesse volte non è facile, perché per un modello molte cose sono più immediate e scontate, molte sono le barriere mentali che un modello deve superare la prima, accettare che non si verrà più solo pagati per ” la bellezza”.

emanuele-fiore-intervista-5Ci sono degli insegnamenti che porterai anche nella moda?
Sicuramente porterò insegnamenti della scuola di Susan nella moda.
Porterò con me “la completa libertà mentale”, le verità nell’interpretazione di un ruolo, sia in video sia fotograficamente, se ci credi, se ciò che stai facendo sei TU e non la proiezione di un altro, risulterà e sarà credibile e vero al pubblico ed in quel momento il risultato fotografico o video ottenuto, sarà Top!Bisogna abbattere le nostre paure, le paure di essere giudicati, anche da noi stessi… una volta liberi, liberi di esprimerci, saremmo veri, e credibili!

Un lavoro che ti mette sempre in viaggio con continui spostamenti, ti piace viaggiare o preferiresti essere più “stabile”?
Adoro viaggiare. Ciò che sono è il risultato dei miei viaggi e delle mie esperienze di vita che mi hanno formato e fatto crescere. essere stabili è solo una comodità, ma la comodità è la morte se non gestita con intelligenza. la comodità deve essere sinonimo di stabilità, non di pigrizia mentale e fisica.
Viaggiare per me non vuol dire comunque instabilità, bensì per me significa solo “andare a caccia”, essere al posto giusto nel momento giusto in base agli obiettivi ed esigenze del momento.
Se voglio, posso avere e crearmi le stesse comodità di tutti anche viaggiando, ovvio è molto più difficile, ma è fattibile.

Dopo questo percorso quali sono i tuoi progetti per il futuro? Hollywood o la Moda?
I miei progetti futuri sono quelli di continuare sempre a livello più alto nell’ambito della moda ( ho 26 anni, ho ancora parecchi anni di carriera da sfruttare) e nel frattempo prepararmi con la recitazione per essere pronto a lavorare nel cinema Americano. Qualche proposta di lavoro è già arrivata nel frattempo in ITALIA, mercato che comunque prendo in considerazione qualora ci fossero dei progetti idonei alla mia persona.

Potete continuare a seguire tutte le novità di Emanuele sulla sua pagina Facebook https://www.facebook.com/pages/Manuel-Flore/134788266587032?fref=ts

Marco Rimmaudo
15 settembre 2014

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