Recensione del film: J. Edgar

Clint Eastwood, regista di questa pellicola ci ha abituati a grandi film come the Million dollar baby, Invictus, Changeling, Gran Torino, Lettere da Iwo Jina, e Flags of Our Fathers solo per citarne alcuni. Anche il protagonista di questo nuovo capolavoro, Leonardo DiCaprio, attore più pagato di Hollywood con la rispettabilissima cifra di 77 milioni di dollari ha interpretato ruoli importanti in successione partecipando sempre in film molto impegnati come gli ultimi Shutter Island dell’amico Martin Scorzese e il particolarissimo Inception di Christopher Nolan.

Non poteva che essere così anche  questo J.Edgar   visto il binomio che si trova alla base del progetto. Eastwood torna a dirigere una autobiografia filmata. Il soggetto in questione è uno dei più controversi personaggi della storia americana ineluttabile nemico del crimine quanto intollerante di fronte alle limitazioni del diritto civile. Personaggio padrone dell’FBI e dunque di dominio pubblico ma schivo e riservatissimo nel privato. Basato su uno script di Dustin Lance Black, il film dedicato alla vita di John Edgar Roover, è interpretato da un “colossale” Leonardo DiCaprio. La vita di Edgar è narrata in tre parti temporali diverse. Il film inizia con lo stesso Edgar anziano che racconta in forma dattiloscritta la propria vicenda politica. Viene quindi vista la sua ascesa e la sua metodologia portata nel modificare l’approccio all’indagine che rivoluzionerà lo stesso corpo federale. Astro nascente della lotta al crimine la figura di Edgar è composta da un bipolarismo caratteriale che da un lato evidenzia il brillante integerrimo difensore dell’ordine pubblico e dall’altro uno stato succube nei confronti della madre piena di soffocanti aspettative che logorano lo stato mentale del figlio represso dalla sua identità sessuale. La narrazione scivola sempre più verso la vita privata del personaggio mentre un vecchio Leonardo DiCaprio detta la propria storia ad un collaboratore distorcendo il passato e la realtà in cui emergono le idiosincrasie e la solitudine che lo hanno accompagnato nella vita, arrivando comunque a mettere a nudo la sua anima. Il film risulta essere un’opera tragica trasposta cinematograficamente con l’inconfondibile stile di Clint Eastwood. La storia di una relazione senza riscontro tra Edgar e la sua America, prima corteggiata, ingannata e corrotta. Sostanzialmente una sofferta riflessione sul sogno americano. Da sottolineare l’ennesima prova di Leonardo DiCaprio che si conferma un attore di assoluto livello.

Voto 2duerighe: 26/30     

di Manuel Giannantonio

5 gennaio 2012

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