67° Festival del Cinema di Locarno. Ospite d’eccezione Rita Pavone

67° Festival del Cinema di Locarno. Ospite d’eccezione Rita Pavone

rita-pavone-festival-locarno-rita-la-zanzaraRita lo aveva annunciato qualche giorno fa con un post sulla sua pagina Ufficiale “Rita Pavone – Small Wonder”, che il 7 agosto avrebbe partecipato alla proiezione del film ” Non stuzzicate la zanzara ” – 1967- diretto da Lina Wertmuller, nell’ambito del Festival del Cinema di Locarno che costituisce la più importante manifestazione cinematografica elvetica ed una delle più importanti d’Europa.

Il festival, apertosi il 6 agosto, proseguirà fino al 16 agosto ed è riconosciuto come competitivo dalla Federazione internazionale delle associazioni dei produttori di film (Fiapf) insieme ai Festival di Venezia, Cannes, Berlino, quest’anno festeggia i 67 anni e annualmente assegna il Pardo d’oro.

Una sua particolarità è l’uso della Piazza Grande di Locarno come sala di proiezione, una delle più grandi del mondo con uno degli schermi cinematografici più grandi d’Europa (26 metri di lunghezza e 14 di altezza), che consente la visione ad una platea di 8.000 spettatori.

Tante le personalità, politiche e del mondo del cinema, presenti all’appuntamento che si è tenuto al Monte Verità di venerdì scorso. Il personaggio più atteso quest’anno è stato Rita Pavone, che dopo 9 anni di assenza ha fatto ritorno sul palco con il fantastico Tour “Rita is Back” ed ora ha potuto godere anche di una rivalutazione cinematografica. Infatti nella retrospettiva sulla Titanus è stato inserito il film del 1967 Non stuzzicate la zanzara, in cui la Pavone è protagonista.

Il film fa parte del filone dei cosiddetti “musicarelli“, interpretati dai cantanti più amati dai giovanissimi degli anni ’60 della gloriosa casa di produzione. Bisogna ammettere però che quelli interpretati da Rita Pavone avevano una marcia in più. In parte ciò era dovuto al fatto di avere la regia di Lina Wertmuller, che ne accentuava le caratteristiche pop di questi film, proponendo scenografie avveniristiche, influenzate dalla pop art, ma anche per l’impegno e la spontaneità dei suoi interpreti.

La stessa Pavone, presente a Locarno in veste di prima grande ospite della retrospettiva dedicata alla Titanus, ha dichiarato: “Quei due film, Rita la zanzara e Non stuzzicate la zanzara, sono stati una vera e propria palestra. Lo sono stati per me, che ero giovanissima, ma anche per molti altri. Innanzitutto per Giancarlo Giannini, che era agli inizi e cominciò a farsi conoscere proprio come professore timidone innamorato di me. E poi per le Collettine e i Collettoni, i gruppi che mi accompagnavano nelle scene musical. Sapete chi c’era? Qualche nome lo conoscete sicuramente: Renato Zero, Loredana Bertè, Stefania Rotolo, Silvia Dioniso. Ripeto, eravamo giovani, eravamo ragazzi. Ma avevamo del talento, e anche una gran voglia di metterlo in mostra. Era quello che ci diceva Lina Wertmuller: siete bravi, quindi dimostratelo. Di Lina, che ancora oggi è una grande amica, ricordo anche quel che mi diceva ogni volta che durante le scene parlavo troppo in fretta: mi sei piaciuta moltissimo Rita, ma famme capì!“.

Nell’incontro con la stampa Rita Pavone si lascia andare ai suoi ricordi, tra cui l’incontro con Elvis Presley, che più volte ha ricordato nel corso dei suoi live in questi mesi: “Fu emozionantissimo conoscerlo. Io non ero che una ragazzina all’epoca. Mi trovavo in America per l’incisione di un mio disco e per caso seppi che proprio quel giorno sarebbe passato dagli studi anche il grandissimo Elvis. Non fu facile convincere i manager a farmelo conoscere, ma io sono una testarda e così quella sera stessa mi portai a casa un suo poster autografato”.

Poi Rita parla dei suoi progetti, soffermandosi soprattutto sul nuovo disco Masters, che segna il suo ritorno alla canzone. Riguardo al cinema invece rivela che se dovesse mai fare ritorno sul set vorrebbe essere diretta da Pupi Avati “un regista che amo molto per come sa lavorare con gli attori”. E aggiunge: “Giulietta Masina una volta mi disse una cosa che mi colpì molto: tu sei come me, hai gli occhi da clown. Ed effettivamente è vero, nonostante la mia grande solarità c’è una parte di me molto malinconica, che potrebbe essere giusta per il cinema”.

In merito al suo ritorno sulle scena musicale la Pavone afferma; “La ragione del mio ritorno è Renato Zero. Lui era uno dei ballerini di Studio Uno quando io facevo il Geghegé e, per i suoi sessant’anni, mi ha voluto sul palco. Diceva di non poter raccontare la sua vita senza di me. Abbiamo fatto un medley insieme, io sono entrata sul palco a sorpresa e ho sentito un affetto che mi ha stupito. Allora ho deciso di realizzare un sogno nel cassetto e di cantare le canzoni che amo. Ho prodotto da sola Masters, un brano di cover degli artisti americani che amo. E ora stiamo per tornare in tour“.

Sebastiano Di Mauro
10 agosto 2014


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