Recensione del film: Vacanze di Natale a Cortina

Christian De Sica e compagni anche quest’anno per Natale sono andati in vacanza, ebbene si. Chi si aspettava che quest’anno il cine-panettone venisse intitolato “Vacanze di Natale a casa” sarà forse rimasto deluso.
De Sica ha affermato che ha voluto, dopo tutti questi anni, compiere un ritorno alle origini, tornare proprio fra le nevi del Nord Italia, a Cortina, lì dove nel 1983 ebbe tutto inizio.

In effetti i film della serie “Vacanze di Natale” da quell’anno hanno sempre avuto lo stesso comune denominatore: sesso, tradimenti, ostentazione e spensieratezza, mondanità, sperpero smodato delle proprie risorse. Poche volte questi film sono stati in grado di trasmettere valori sani, principi che ricordassero veramente il significato del Natale. Trame che se lette su carta e non viste su pellicola possono riassumere l’epopea evoluzionistica del decadentismo della famiglia, del prosperare del consumismo, e l’evoluzione “dell’italiano cafone”.
Quest’anno tuttavia la trama ha presentato in piccolo cambio di prospettiva, non è più l’uomo sposato, un avvocato di Roma di nome Roberto Covelli (Christian De Sica), a mettere le corna, ma è sua moglie, la romana Elena (Sabrina Ferilli), a fargli credere di averle per vendetta. Tra gli altri personaggi, come ogni anno, si è cercato di puntare a nomi della comicità nostrana che godono di un buon seguito per attrare più spettatori nelle sale. Insieme quindi alla coppia di romani troviamo Lando (Dario Bandiera) appena assunto come autista grazie alla raccomandazione di un manager spregiudicato l’ingegner Brigatti (Ivano Marescotti) e vi sono due coppie di parenti, una formata da Massimo (Ricky Memphis) e Brunella (Valeria Graci), che sono in competizione con Andrea (Giuseppe Giacobazzi) e Wanda (Katia Follesa). Questi ultimi hanno vinto 250.000 euro al gioco dei pacchi in tv e faranno di tutto per ostentare il loro benessere.
Le vicende di questi personaggi si intrecceranno come di routine, ma come detto l’idea che si ha guardando il film è quella di un eterno remake cinematografico. Che con il ritorno a Cortina si sia chiusa l’era dei cine-panettoni? Questa è un ipotesi remota, sta di fatto però che il livello di volgarità quest’anno è leggermente calato e che il film nel complesso è molto più “normale” dei precedenti. Nonostante ciò Vacanze di Natale a Cortina non supera la sufficienza.

Voto 2duerighe: 17/30

di Enrico Ferdinandi

30 dicembre 2011

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