Sherlock Homes : Gioco di ombre

Il secondo capitolo ispirato all’eroe di Sir. Arthur Connan Doyle firmato Guy Ritchie si conferma una pellicola di buon livello. Ogni Sequel infatti deve fare i conti con il più brillante predecessore quasi sempre, non è certamente il caso di Sherlock Holmes : gioco di ombre.

Il mito del detective di Baker Street viene rielaborato in maniera hollywoodiana aggiungendo un pizzico di spettacolarità che non è una delle caratteristiche del tipico Sherlock Holmes che tutti noi conosciamo. La chiave del successo della pellicola è frutto della coppia Law – Downey Jr che hanno completamente monopolizzato il genere. In questo secondo capitolo Guy Ritchie ha realizzato una trama coinvolgente condita da un’azione continua e da dialoghi figli dell’intelligenza acuta del detective. Il rischio però è forse quello di allontanarsi un po’ troppo dal personaggio originale perdendo probabilmente quell’alone di mistero che lo contraddistingue. Robert Downey Jr. è strepitoso e conferisce magistralmente a Holmes tutte le caratteristiche volute dal regista e Jude Law si conferma spalla ideale con un grande talento nel tenere testa al proprio compagno di avventura. La trama si incentra inizialmente sull’archiviazione della morte del principe austriaco come suicidio. Holmes non esattamente convinto, intuisce la mano e la mente criminale, astuta e calcolatrice del professor Moriarty. Capisce inoltre che c’è ben altro dietro a questo episodio arrivando alla conclusione che Moriarty ha elaborato un piano per il controllo del mondo. Neanche a dirlo deve esser fermato e chi se non Holmes e il fidato Watson sono più indicati per interrompere il piano diabolico di Moriarty ? Grazie all’aiuto del fratello e di una misteriosa gitana cartomante i due si mettono sulle sue tracce. Le ambientazioni di fine ottocento , che sembrano assumere i tratti del miglior Tim Burton, fanno da cornice a questa avventura coinvolgente tra inseguimenti , fughe rocambolesche e una sottile ironia. Il tutto retto da una colonna sonora realizzata da un veterano come Hans Zimmer. Sostanzialmente il film sembra migliore rispetto al precedente capitolo anche se deve fare i conti con una trasformazione molto vistosa che non ha convinto i più accaniti fan dell’investigatore più famoso di tutti i tempi anche se i personaggi sono così simpatici da perdonare persino questo. Il film rimane piacevole di puro e sano intrattenimento e consigliabile a tutti con un finale che lascia le porte spalancate al terzo capitolo che sarà presumibilmente più carico e “matto” dei primi due.  

Voto: 28/30

di Manuel Giannantonio

29 dicembre 2011

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