Bogart, il volto del noir: La Fuga allo spazio MIC

Bogart, il volto del noir: La Fuga allo spazio MIC

Bogart-il-volto-del-noir-La-FugaUn classico del noir, interpretato dalla fascinosa coppia (anche nella vita) Humphrey BogartLauren Bacall, diretto nel 1947 da Delmer Daves: La fuga (Dark Passage), tratto da un romanzo di David Goddis, è stato riproposto sullo schermo del MIC di Viale Fulvio Testi in occasione della rassegna dedicata a Bogart, attore dal fascino intramontabile e icona del cinema hollywoodiano anni ’50.

Un uomo, evaso dal carcere, cerca di raggiungere San Francisco: è stato accusato ingiustamente di uxoricidio e vuole scoprire il vero colpevole. Grazie all’aiuto inatteso di un taxista e di una ragazza, Irene, che ha seguito il processo e lo ritiene innocente, decide di sottoporsi a una plastica facciale, l’unico modo per sfuggire alla polizia, che ha messo una taglia sulla sua cattura.

Ma quando anche l’amico che avrebbe dovuto nasconderlo durante la degenza viene ucciso, all’uomo non resta che tornare dalla sua benefattrice, con il rischio continuo di essere scoperto, oltre che dalla polizia, dagli amici di Irene, che conoscevano sua moglie.

Neanche una volta tolto il bendaggio e aquistata una nuova identità avrà pace: inseguito ancora dalla polizia e da un piccolo truffatore, tenterà di liberarsi dalle ingiuste accuse di omicidio e smascherare il vero assassino.

Famosa la lunga sequenza iniziale, quasi totalmente in “soggettiva”: se si escludono le foto del ricercato sui giornali, vedremo il (nuovo) volto del protagonista solo quando si toglierà le bende, dopo quasi un’ora dall’inizio del film.

All’epoca l’effetto fu ritenuto disturbante per il pubblico, tanto che la Warner Bros contestò a lungo la scelta del regista.

Senza dubbio la soggettiva è più affine all’atmosfera del noir, che a differenza del giallo classico, perde i riferimenti logici e la netta distinzione buoni/cattivi a vantaggio dell’indefinitezza e dell’ambiguità.

Valeria Gubelli
21 giugno 2014

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