“A Hard day’s night” compie 50 anni e ritorna restaurato sugli schermi il 9, 10 , 11 giugno

“A Hard day’s night” compie 50 anni e ritorna restaurato sugli schermi il 9, 10 , 11 giugno

a-hard-day-s-night“Chiedi chi erano i Beatles”: se non una risposta, un ritratto esaustivo e nostalgico, per noi che lo guardiamo o riguardiamo oggi, si può trovare in questo film diretto da Richard Lester, che debuttò il 6 luglio 1964 al Pavillion di Londra in anteprima mondiale e che ci restituisce il volto e l’epoca dei Fab4 in bianco e nero, attraverso l’idea di un lungometraggio che prendesse in prestito un giorno tipico della vita della band destinata a divenire mito, per raccontare, con realismo e surrealismo insieme, chi fossero questi 4 ragazzi di 20 anni che stavano disegnando la storia della musica, rivoluzionandone il percorso.

Uscito in Italia con il titolo “Tutti per uno”, il film descrive bene il fenomeno della “Beatlemania”, con lunghe e roboanti sequenze di inseguimento di fan scatenati a scandire le frenetiche giornate dei Beatles, qui attori novelli nella parte di loro stessi i cui evidenti limiti interpretativi diventano addirittura pregio: l’intuizione di Lester, quella di ricreare per il film “un’ambiente il più simile possibile a quello in cui vivevano” si rivela giusta e permette a John, Paul, Ringo e George di essere naturali, freschi, giocando su ironia e battute – decisamente inglesi- come copione da seguire, senza una vera e propria sceneggiatura con lunghe e tradizionali prove che potevano inibire la spontaneità e bloccare l’ energia autentica e genuina della band.

Le riprese, racconta il regista, seguirono così l’ improvvisazione, tranne che per i brani musicali, incisi prima delle riprese, il cui numero, dodici, venne subito deciso; eccezion fatta per “A hard day’s night”, canzone che dà il titolo al film – nata dall’espressione impropria e sgrammaticata utilizzata una volta da Ringo Starr e appuntata da John Lennon- che venne scritta da Paul e John appositamente per il film in seguito, in una notte beatlesiana tipica, di duro lavoro.

Il valore di questo film, oggi, è quello di riportarci sguardo, anima e corpo, nel vortice di quegli anni, la cui eco arrivò in tutto il mondo e anche da noi in Italia.

Si sorride anche per come eravamo, appassionati e genuini di fronte ad un fenomeno che mai prima si era visto e che coinvolse tutti, chi più chi meno, segnando il tempo della ribellione dei figli verso i padri che la band di Liverpool incarnava appieno, un fenomeno di massa e di isteria collettiva che segnò generazioni, anche la mia, che pure i Beatles li ascoltavo nell’adolescenza degli anni ‘90 come se non fossero già passati trent’anni dalla loro nascita.

Restaurato in 4k e con audio rimasterizzato, godiamoci dunque questo tuffo nel nostro passato, senza pensieri e profonde riflessioni, a parte una, con un po’ di sana invidia: ma quanto si sono divertiti ? Ah, bei tempi.
A questo link http://www.nexodigital.it/ l’elenco delle sale nei tre giorni di proiezione.

Aglaia Zannetti
3 giugno 2014

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