L’intramontabile Grace Kelly apre il Festival del Cinema di Cannes

L’intramontabile Grace Kelly apre il Festival del Cinema di Cannes
Grace Kelly di Monaco

Locandina-Grace-di-MonacoGrace di Monaco è il film diretto da Olivier Dahan su Grace Kelly, presentato in apertura della 67esima edizione del Festival del Cinema di Cannes, interpretato da Nicole Kidman (nel ruolo della protagonista) e, tra gli altri, da Frank Langella (Padre Francis Tucker), Milo Ventimiglia (Rupert Allen), Paz Vega (Maria Callas), Tim Roth (Principe Ranieri III di Monaco).

Il film si apre con il set di una scena del film Alta Società del 1956, ultima pellicola girata da Grace prima del matrimonio con Ranieri, e la protagonista, vicina a Frank Sinatra, appare di spalle, con il viso che rimane coperto per alcuni minuti, lasciando lo spettatore con il fiato sospeso, fino a quando, finalmente, un susseguirsi di generosi primi piani quasi ci convince che sullo schermo c’è proprio Grace, quella vera, il mito intramontabile del cinema hollywoodiano e la più bella tra le principesse della storia. E qui, senza dubbio, emerge tutta la bravura di Nicole Kidman, che, per la migliore interpretazione del ruolo, per ben cinque mesi si è immersa nella vita della principessa, studiando ogni dettaglio, dal suo stile nel muoversi e nel parlare, al modo di guardare e alla postura.

La vita reale di Grace Kelly, terzogenita di una famiglia americana (di Filadelfia, in Pennsylvania) di origine irlandese, è quasi una fiaba senza tempo. Dopo il western Mezzogiorno di fuoco (1952), al fianco di Gary Cooper, e Mogambo (1953), al fianco di Clark Gable e Ava Gardner, dove guadagna la nomination all’Oscar per il titolo di miglior attrice non protagonista, incontra il regista Alfred Hitchcock, che la dirige in tre film di grande successo: Il delitto perfetto (1954), La finestra sul cortile (1954) e Caccia al ladro (1955), quest’ultimo girato nel Principato di Monaco dove conosce il futuro marito.

Nel 1955 vince il Premio Oscar come miglior attrice protagonista per La ragazza di campagna (1954), e dopo Il cigno (1956), dove interpreta il ruolo di una principessa al fianco di Alec Guinness e Louis Jourdan, con la commedia musicale Alta società (1956), chiude la sua carriera cinematografica, e sempre nel 1956 si sposa con il Principe Ranieri III di Monaco, da cui ha tre figli.

Il 13 settembre del 1982 la Principessa muore, vittima di un incidente stradale.

Il film di Dahan è senza dubbio un film coraggioso. Ci racconta la vita a palazzo nei primi anni di matrimonio, cercando di dipingere il disagio di una grande attrice che dai rotocalchi hollywoodiani si trova catapultata in un ruolo internazionale istituzionale, tra l’altro in un momento tra i più difficili per il Principato Monegasco, denso di aspri conflitti con la Francia, con intrighi diplomatici ed estenuanti momenti di tensione.

Tutta la trama si concentra sui fatti e accadimenti del 1962, anno in cui Ranieri e De Gaulle arrivano ai ferri corti, con la minaccia addirittura di un’invasione francese del principato.

Grace Kelly di Monaco
Grace Kelly di Monaco

Il film ha un interessante mix di piani di racconto: da un lato c’è Grace che, sposata da poco, ancora avvolta dai fumi hollywoodiani, si vede arrivare una entusiasmante nuova proposta cinematografica da Hitchcock per interpretare il ruolo da protagonista in Marnie (ruolo che viene poi dato a Tippi Hedren; il film esce nelle sale nel 1964), dall’altro c’è Ranieri che, travolto dagli accadimenti internazionali e dalle problematiche politiche interne, non riesce a intercettare e a far emergere il sentimento d’amore incondizionato e incontaminato della moglie, come se tra i due ci fosse una sorta di incomunicabilità insanabile.

Come in ogni storia a lieto fine, l’amore prevale e la decisione di Grace di non girare Marnie coincide con la sua consapevolezza dei sentimenti verso il marito e con la volontà di dedicare la vita alla sua famiglia e al ruolo di Principessa di Monaco.

Al termine della proiezione lo spettatore rimane con una bella sensazione, che poi è quella dei finali “vissero felici e contenti”, però anche con la convinzione che la pellicola di Dahan è solo un primo esperimento, una sorta di antipasto di una storia che ancora va esplorata e che è vivida nell’immaginario collettivo, anche delle generazioni contemporanee.

A Cannes il film ha suscitato varie polemiche. Il produttore cinematografico Harvey Weinstein ha infatti definito la pellicola terribile, pretendendo un secondo montaggio e minacciando addirittura di non far uscire il film in America; i figli di Grace Kelly l’hanno criticata, definendola approssimativa e poco veritiera.

In realtà si tratta di un bel film, denso di buoni sentimenti e di bellezza, con fotografie splendide della riviera e dei palazzi monegaschi, con una passerella di personaggi incredibili che vengono relegati a ruoli di breve apparizioni (Alfred Hitchcock, Maria Callas, Aristotele Onassis, Charles De Gaulle, Frank Sinatra, etc.), e con tante evidenti epiloghi fantasiosi.

Marco Eugenio Di Giandomenico
25 maggio 2014

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