DOLLS (Takeshi Kitano, 2002)

DOLLS (Takeshi Kitano, 2002)

DOLLS-Takeshi-Kitano- 2002Uno spettacolo tradizionale giapponese di marionette (Bunraku), dove sono rappresentati un uomo e una donna nel loro eterno rincorrersi, nell’impossibilità di amarsi, fa da cornice a tre storie d’amore, diverse ma disperate.

Due amanti, legati l’un l’altra da una corda rossa, attraversano senza sosta paesaggi e stagioni: chi ride al loro passaggio, chi ne resta affascinato; chi, inconsapevole, sarà trascinato a sua volta dalla corda rossa, fil rouge degli amori impossibili.

Chi ha sacrificato l’amore per il denaro, il potere o il successo, e cerca tardivamente di ritrovarlo. Chi tutti i sabati siede sulla stessa panchina aspettando che l’amato in gioventù si ripresenti all’appuntamento per pranzo; chi si acceca per non vedere il volto, devastato da un incidente, dell’irraggiungibile adorata pop star. L’intensità pervade tutto il film, ma con eleganza, senza mai scivolare nel dramma esibito.

Intanto i due amanti continuano il loro cammino senza sosta nè speranza, tra nevi e ciliegi in fiore. Lei ha tentato il suicidio dopo che lui l’ha lasciata per sposare la figlia del capo: si è salvata, ma ha perso la ragione. Lui allora decide di abbandonare tutto per restarle accanto, di non lasciarla più, fino alle estreme conseguenze.

I due amanti, nel loro vagare senza tempo e senza spazio, si tramutano, diventano archetipi, marionette. Le marionette Bunraku, che ricompaiono proprio nella scena finale, ne suggellano la fiabesca trasformazione.

Valeria Gubelli
19 aprile 2014

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