Il caso “The special need”

Il caso “The special need”

Film friulano che tratta con semplicità e poesia uno dei temi tabù riguardo alla disabilità in Italia

the-special-need-la-locandina-italianaThe special need”è un docufilm on the road che racconta il viaggio di tre amici Enea, Alex e Carlo dal Friuli Venezia Giulia alla Germania, a bordo di un pulmino. Dopo tre vittorie europee, a Lipsia, Trieste e Zagabria, la pellicola ha ottenuto un riconoscimento anche negli Stati Uniti vincendo l’Audience Award al film festival di Austin (Texas). In Italia sarà distribuito nelle sale il 1 e il 2 aprile, in occasione della giornata mondiale dell’autismo. Il protagonista Enea Gabino infatti è affetto dalla sindrome di Asperger (o “autismo ad alto funzionamento cognitivo”) e lo scopo del suo viaggio è quello di fare l’amore per la prima volta. Trattare il tema “sesso e disabilità” con ironia e delicatezza è un ottimo modo per sdoganare un argomento che in Italia è tabù: le persone disabili provano desiderio sessuale e hanno diritto a soddisfarlo, non sono né asessuati, né eternamente bambini e la totale astinenza nella quale vengono a trovarsi- c’è chi non può praticare nemmeno autoerotismo- è una costrizione.

Quando invece si ha la fortuna di avere delle famiglie aperte, o amici come Alex e Carlo, si prova a ovviare il problema nell’unico modo attualmente possibile nel nostro paese: rivolgersi alla prostituzione.

Oltre al disagio di doversi per forza dirigere fuori dalla legalità però, per le disabilità come quelle di Enea, c’è un ulteriore difficoltà: essendo considerato dalla legge a tutti gli effetti come un minore, la prostituta potrebbe essere accusata di circonvenzione di incapace e i suoi accompagnatori sarebbero imputabili di sfruttamento della prostituzione. Non rimane allora altra soluzione che varcare il nostro confine: la figura dell’assistente sessuale infatti è riconosciuta in Olanda, Germania, Austria, Svizzera e Danimarca. E, ovviamente, non è detto sia per forza una donna.

Il più grande equivoco è quello di confondere questo lavoro con il mondo della prostituzione: l’assistente sessuale infatti è una figura professionale che passa attraverso corsi di formazione e di aggiornamento, deve rispettare un codice etico e ha un listino prezzi prestabilito. Il suo compito è quello di aiutare la persona disabile a prendere confidenza con il proprio corpo e con i propri bisogni e desideri, un percorso questo che non passa necessariamente per un rapporto sessuale completo (la scelta rimane dell’assistito).

In Italia un primo tentativo di promuovere questa professione è stato fatto a Bologna dal “comitato promotore per la realizzazione ed il sostegno di iniziative popolari per l’assistenza sessuale” che ha istituito, tra mille difficoltà burocratiche, dei corsi di formazione per assistenti sessuali.

Eliana Rizzi
25 marzo 2014

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