“Torneranno i prati”: Olmi racconta la Grande Guerra

“Torneranno i prati”: Olmi racconta la Grande Guerra

pratiÈ pronta la nuova pellicola di Ermanno Olmi sulla guerra del ’15-’18, Torneranno i prati.

Il regista ottuagenario ha voluto girare il film proprio sugli Altopiani dell’Asiago (Altopiano dei Sette Comuni), pieni di neve e con un clima gelido, cercando di ricostruire più verosimilmente due trincee, una a 1100 metri e l’altra addirittura a 1800 in Val Formica, in una notte di luna piena del 1917…

Le facce dei protagonisti (Claudio Santamaria, Jacopo Crovella, Andrea Di Maria, Francesco Formichetti, Camillo Grassi e Niccolò Senni) a quelle temperature non hanno fatto molto fatica ad esprimere il disagio fisico e morale dei soldati. La trincea è un inferno…dove troveranno la morte troppi soldati-contadini, strappati dalle loro occupazioni quotidiane, che ignari e contro voglia si sono ritrovati al fronte. Un’inutile strage (Benedetto XV) ammantata di retorica e trasformata in epopea risorgimentale dagli interventisti: “Sul patrio suol vinti i torvi Imperi, la Pace non trovò né oppressi, né stranieri!”.

La realtà è un’altra cosa come riporta il consulente d’eccezione di Olmi, un pastore, allora giovane soldato e testimone di quei terribili fatti, Toni matto,una storia come commenta il regista “raccontata da anonimi. Da persone che sono soli dati anagrafici. Non quella raccontata dagli scrittori famosi” .

Nella vicenda c’è spazio per un atto di disobbedienza di un ufficiale e di un soldato semplice che diviene “un atto morale che diventa eroicità quando si porta avanti fino alla morte”: il primato della coscienza di fronte al comando dei superiori!

Il film che uscirà l’anno prossimo, in occasione del centenario della grande Guerra, è un inno alla pace ma soprattutto un’occasione per riflettere su ciò che è accaduto e che può succedere ancora, possibilità da evitare e scongiurare a tutto i costi. “Mai più la guerra ma la pace” (Paolo VI all’ Onu, 4 Ottobre 1965).

Cristian Cavacchioli
15 marzo 2014

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