Othello sul grande schermo martedì 11 marzo

Othello sul grande schermo martedì 11 marzo

Othello-filmContinuano gli appuntamenti con gli spettacoli del National Theatre di Londra sul grande schermo, grazie a Nexo Digital , in partnership con My Movies.it e Dalani.

Per la regia di Nicholas Hytner, direttore artistico del National Theatre, assistiamo alla proiezione di Othello, in lingua originale e sottotitolato in italiano (QUI l’elenco delle proiezioni per il pubblico).

Ancora Shakespeare, ancora un piccolo gioiello di regia, recitazione e allestimento per questa versione dell’Otello, trasposto ai giorni nostri, dove la crudele e triste storia del Moro (interpretato da un intenso Adrian Lester) valoroso generale chiamato a guidare l’esercito contro i turchi, trasformatosi in assassino, per cieca e immotivata gelosia, della sua amata sposa Desdemona, viene ambientata nei campi di battaglia dove la violenza e il carrierismo, tutto al maschile, sono il contesto entro il quale nasce e si sviluppa quel sentimento di possesso estremo che conduce all’omicidio della bella e pura- di sentimenti e di intenzioni – Desdemona (Olivia Vinall) vittima sacrificale di Otello ingannato dalle trame ordite da Jago, convinto del tradimento della sua sposa con il luogotenente Cassio (Jonathan Bailey).

Il perfido Jago (interpretato da Rory Kinnear, già splendido Amleto nella precedente produzione del National Theatre) qui veste i panni di un alfiere frustrato da aspettative di carriera disattese, sposato a Emilia ma frequentatore di bordelli, amante del vizio, sociopatico, incapace di essere all’altezza di un ruolo di prima linea nell’esercito: una mediocrità, quella di Jago, la cui intima consapevolezza è fattore scatenante dell’odio profondo nei confronti di Otello, così da spingerlo a ordire un piano che causerà la morte non solo di Desdemona, ma anche del povero Roderigo (spasimante non corrisposto di Desdemona, pedina nelle mani di Jago) di Emilia, uccisa per vendetta dallo stesso Jago, e , infine, di Otello stesso, che si dà la morte sopraffatto dal senso di colpa per il suo scellerato atto, di fronte alla scoperta della verità sull’inganno di quello che credeva essere “l’onesto Jago”.

La scenografia è in movimento, composta da diverse ambientazioni dove domina il realismo di un mondo militare che appare in tutta la sua durezza, e dove, sembra suggerire il regista, le donne hanno spazio solo in quanto mogli devote o, all’opposto, prostitute che, come tali, vengono trattate, schiacciate da una cultura del “machismo” dove trovano spazio il delitto d’onore e la giustificazione dell’omicidio come riparazione di un torto subito. Colpisce, come sempre, l’acume di Shakespeare nel delineare la psicologia dei protagonisti delle sue tragedie, dove nulla viene lasciato al caso e ogni azione, e reazione, hanno origini e spiegazioni precise: Otello è sì vilmente ingannato, ma Shakespeare mette in evidenza la sua attitudine alla sopraffazione e al dominio non solo sui territori conquiste di guerra, ma anche, e soprattutto, sulle persone: Desdemona gli appartiene, il sospetto di tradimento (avvallato da “prove” che sono evidentemente confutabili, ad un’indagine approfondita) inculcatogli da Jago, è ragione sufficiente per “trasformare il suo cuore in pietra”, volgendo il bene nel male, mostrando il suo volto più debole e manipolabile, svelandone, dunque, la vera fragile natura.

Eroine e vittime della furia degli uomini, le donne che si muovono in questa vicenda, mostrano qualità ben più nobili: il regista sceglie di far indossare la divisa al personaggio della moglie di Jago, Emilia (interpretata da Lyndsey Marshal, eccezionale nella sua disperata intensità) e ovviamente non a caso; ella ricopre il ruolo che normalmente spetta ai cavalieri virtuosi, ai nobili Re, ai combattenti valorosi, qui assenti, andando a riempire il vuoto, mostrando come un militare debba comportarsi in simili situazioni, con umanità, coraggio, rispetto e valore.

Affiancati da esperti di vita militare, ex generali dell’esercito con compiti e ruoli simili a quelli che Shakespaere ha attribuito a Otello, regista attori e hanno lavorato molto nella direzione dello studio di un mondo a sé, quello militare, soprattutto nelle sue dinamiche di gruppo e nelle situazioni di stallo come quella immaginata da Shakespeare sull’Isola di Cipro, quando le missioni sfumano nell’incertezza e nell’attesa e diventano presidi, trasformandosi in luoghi dove la tensione si accumula senza potersi “sfogare” nell’azione.

Ecco la chiave di lettura del lavoro di Hitner , il terreno sul quale si sviluppano le premesse psicologiche ed esistenziali che spingono i protagonisti a commettere azioni sanguinose. Da segnalare l’interpretazione magistrale dei due protagonisti, così come quella della giovane Desdemona e di Emilia, un cast di altissimo livello a servizio dell’immortale parola shakesperiana.

Aglaia Zannetti
6 marzo 2014

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