“Una domenica notte”, la commedia indipendente che mostra le difficoltà del cinema in Italia e nella sue province

“Una domenica notte”, la commedia indipendente che mostra le difficoltà del cinema in Italia e nella sue province

Una-domenica-notte-coverIl cinema indipendente sta prendendo sempre più piede in Italia, dimostrando che per produrre lungometraggi di qualità non occorrono necessariamente “grandi nomi ” o “grandi budget”, dando spazio a giovani registi, attori e piccole produzioni .

L’esempio è quello di “Distribuzione Indipendente”, realtà a sostegno del cinema di autore e di genere che costituisce un’innovazione, contribuendo a creare da zero nuovi metodi e nuovi spazi per la distribuzione di materiale cinematografico.

“Una domenica notte”, opera prima del giovane regista Giuseppe Marco Albano (classe 1985), tratta la storia di Antonio Colucci, interpretato da Antonio Andrisani, giovane promettente che sognava un futuro da famoso regista di film horror. A soli 26 anni, Antonio realizza il primo lungometraggio ritenuto un grande successo, che però per traversie di produzione verrà distribuito solo in home video in Germania.

Crescendo, la quotidianeità prenderà il sopravvento: un matrimonio con successivo divorzio, un figlio, costringeranno Antonio a rimanere nella sua cittadina. Ma il sogno nel 46enne deciso a fare un resoconto della propria vita è ancora vivo, spingendolo alla ricerca di fondi  per dare vita ad una nuova sceneggiatura a basso budget avente come tema un’invasione di zombie, ricerca che lo spingerà alla scoperta della situazione in cui si trova, sfortunatamente, la cinematografia odierna.

una-domenica-notteCommedia molto divertente, che però attraverso la comicità ed i suoi personaggi va a toccare argomenti di attualità, come la vita di provincia e le difficotà culturali e produttive che essa presenta,”un film sincero” è la definizione che l’attore protagonista ed autore della sceneggiatura originale  Antonio Andrisani attribuisce al film, evidenziando la metafora con la quale il personaggio del regista di zombie  lascia comprendere che i veri “esseri mostruosi” sono gli umani. Realtà che al giorno d’oggi stiamo vivendo in molti altri ambiti oltre che in quello della cinemtografia, data la scarsa o in alcuni casi assenza totale di “meritocrazia”, assistendo sempre più al favoreggiamento per mezzo di “conoscenze” o “raccomandazioni” a favore di individui meno meritevoli e validi di altri, precludendo opportunità che potrebbero portare al successo individui talentuosi e meritevoli. Personaggi di ogni tipo, tutti molto divertenti e con storie proprie, dall’ignorante viticoltore arricchito alla maestra di italiano, tutti legati al personaggio del protagonista contribuendo o meno alla produzione della sua opera.

Film interamente girato in Basilicata in un tempo breve (5 settimane), con un basso budget di produzione iniziale che poi a causa di problemi logistici e ai vari spostamenti è andato quasi a quintuplicarsi, sfiorando i 500mila euro. Ambiente che ha permesso di dare alla scenografia e fotografia un impatto della provincia molto “naturale”, rispetto agli ambienti che possono essere quelli di una grande città come Roma con le sue case “laccate” ed i suoi grandi palazzi.

Il film uscirà nelle sale il 20 febbraio, una divertente alternativa alle solite produzioni italiane capace di informare i giovani sull’emergenza delle produzioni e film indipendenti.

Federico Perruolo
15 febbraio 2014

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