After Earth, il film che vede il pianeta Terra come il più ostile all’uomo

After Earth, il film che vede il pianeta Terra come il più ostile all’uomo

After Earth è l’ultimo prodotto di M. Night Shyamalan, che come la maggiore parte dei suoi film si colloca nei “quasi”.

Le idee sono ottime, ci si aspetta un grande film ma poi manca sempre qualcosa. Il risultato è assolutamente buono, ma se si ha tra le mani un potenziale capolavoro, alla fine ci si ritrova sempre con un semplice buon film.

Lo abbiamo visto in Signs, The Village, Lady In The Water ed E venne il giorno. Il sesto senso invece è ovviamente un’eccezione.

Cosa manca in After Earth? Anzitutto il mordente e l’imprevedibilità. La trama è abbastanza originale e trattata in modo affascinante, l’essere umano che fugge dal proprio pianeta e comincia a colonizzare l’universo entrando in guerra con una razza aliena in forma animale, gli Ursa, che è cieca, ma fiuta la paura tramite il rilascio di ferormoni.

L’azione e lo svolgimento sono però troppo standard, non stupendo praticamente mai. Procede tutto secondo i piani, anche gli intoppi del caso.

La sceneggiatura è debole, con dialoghi già ascoltati molte volte, talvolta anche un po’ patetici, caricati e fuori luogo.

Altra pecca sono gli attori, che invece sarebbero dovuti essere i pilastri dell’intero film. Will Smith interpreta un personaggio non suo, mono espressivo, mono facciale e immobile. La fatica che fa si vede tutta, creando un personaggio che non risulta né antipatico, né simpatico. Non si crea nessuna empatia.

Suo figlio, Jaden Smith, al contrario è troppo caricato, il che lo rende un personaggio inafferrabile, che passa all’improvviso da momenti di puro panico a una sicurezza statuaria senza troppo senso.

Il tema della paura è centrale, poiché non averne è il modo migliore per sconfiggere il nemico, capace di vedere solamente attraverso di essa, ma il tema non è così profondo e resta una superficialità legata alle scene d’azione, senza alcuna introspezione che sarebbe stata invece gradita.

Restano buone le idee e le scenografie, la sensazione di pericolo sempre costante in un mondo che ci dovrebbe appartenere, ma questa pellicola sarebbe potuta essere molto di più.

Il finale stesso è piuttosto deludente, che non aggiunge, non toglie. È semplicemente quello che sarebbe dovuto essere, niente di più.

Peccato, perché la difficoltà oggi è partorire buone idee, più che la realizzazione di esse.

Ad esempio questo film era riuscito a trovare un ottimo escamotage per utilizzare la soggettiva, cosa assolutamente non sfruttata e che a avrebbe potuto aggiungere qualcosa.

Da vedere per gli amanti dello sci-fi, evitabile per tutti gli altri.

“Vedi, la paura è solo un’illusione, non fraintendermi…

Il dolore è reale, la paura è solo una scelta”

Will Smith, nei panni di Cypher Raige 

di Valerio Di Lorenzo

19 ottobre 2013

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook