Cloud Atlas, un film che fa riflettere su quanto l’uomo sia inesorabilmente legato all’uomo

Cloud Atlas, un film che fa riflettere su quanto l’uomo sia inesorabilmente legato all’uomo

cloud-atlasUn film sei volte straordinario.

Cloud Atlas è senza dubbio uno dei migliori prodotti che il 2012 ci ha regalato. Profondo, filosofico, intelligente, critico, ma anche divertente, commovente, ironico.

La trama segue sei storie che vede protagonisti sei personaggi diversi e a modo loro, ognuno di essi ha qualcosa di importante da dire. A chi?

A tutti noi.

Tale astrazione olistica è il nucleo di questa pellicola, che vuol dimostrare come ciascun essere umano è inesorabilmente legato agli altri, al “prossimo”.

Nella sua accezione più profonda, questo pensiero si estende a tutte le persone, di tutte le epoche. Passate e future. Estende il classico concetto del “Butterfly effect” all’infinito, richiamando ad una necessaria responsabilizzazione delle nostre azioni.

Una frase meravigliosa nel film esplica tutto questo: “La nostra vita non ci appartiene. Da grembo a tomba siamo legati ad altri. Passati e presenti. E da ogni crimine, da ogni gentilezza, generiamo il nostro futuro”

Un film che ha la capacità di porre lo spettatore di fronte ad uno specchio e lo costringe a farsi delle domande, di analizzarsi.

È difficile rinchiudere questo film in un solo genere.

Ognuna delle sei storie segue un suo genere, dalla commedia, al drammatico alla fantascienza. Quest’ultima forse prende il sopravvento sulle altre, ma apostrofarlo come film di fantascienza sarebbe quanto mai riduttivo.

Non è una novità d’altronde per Andy e Lana Wachowski, registi già del leggendario Matrix, film di fantascienza senza dubbio, ma con una filosofia così pregnante da sconcertare e che riesce quindi a spaziare e creare fin troppi punti interrogativi.

Oltre alle tematiche importanti affrontate in modo sapiente, il film riesce anche per via del cast a cinque stelle. Anzitutto Tom Hanks, dove ogni complimento sarebbe superfluo, un’ottima Halle Berry, un simpatico Hugh Grant, il sempre più accreditato Jim Sturgess e infine un eccezionale Hugo Weaving, attore poliedrico e semplicemente perfetto per ogni parte. Hugo Weaving è l’Agente Smith in Matrix, Red Skull in Captain America, è il volto di V. in V per Vendetta, è Elrond il re degli elfi ne Il Signore degli anelli e presta perfino la voce a Megatron. In Cloud Atlas non può che confermare la sua grandezza.

Volendo trovare necessariamente dei nei al film, forse le scene d’azione un po’ troppo lunghe e ripetitive e la durata considerevole che sfiora le tre ore; ma sono “macchie” totalmente ignorabili che non tolgono nulla a questa delizia.

“Siete solo delle gocce in un oceano”

“Cos’è l’oceano, Se non una moltitudine di gocce?”

Jim Sturgess nei panni di Adam Ewing

di Valerio Di Lorenzo

16 ottobre 2013

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