Rush, il film di Ron Howard che narra della storica rivalità tra Niki Lauda e James Hunt.

Rush, il film di Ron Howard che narra della storica rivalità tra Niki Lauda e James Hunt.

Rush - Ron HowardNon amo la formula 1, non amo l’indiscutibile talento di Ron Howard, eppure ho amato questo film.

Tra gli incredibili successi di questo regista, non vi è nessun film che mi abbia colpito particolarmente, che abbia un posto speciale nel cuore. Neppure i pluripremiati Cindarella Man e A Beautiful Mind.

Cos’ha questo film di diverso?

Semplicemente è stato in grado di proiettarmi all’interno dei personaggi, nel turbine delle loro insicurezze, nei molteplici difetti, ma anche nella loro passione e voglia di crescere e vincere.

Mi aspettavo un film da effetti speciali e americanate, ritrovandomi invece di fronte a una pellicola sobria, matura, lungimirante.

Il tema della formula 1 non è assolutamente centrale, bensì è una cornice, è una passione. Il vero tema sono i due protagonisti e il loro anomalo rapporto.

Un rapporto fatto di rivalità e competizione, ma anche di grande stima e, forse, di amicizia.

Le personalità di Hunt e Lauda sono estremamente caratterizzate ed apparentemente agli antipodi. Questo dualismo è stata la vera perla che mi ha fatto innamorare del film.

Ron Haward riesce a mettere in discussione il giusto, qui niente è scontato, aprendo infiniti sbocchi ad altrettanti “se”.

Lauda è un personaggio geniale, metodico, cauto e grazie a questa disciplina scupolosamente seguita, riesce ad essere la leggenda, un campione.

Hunt, al contrario, è impulsivo, passionale, rabbioso, ardente di passione e queste caratteristiche lo spingono laddove nessuno oserebbe. Dove il cauto Lauda spingerebbe il pedale del freno, lui accelera; ma questa differenza profonda non si limita alla pista, ma si estende in ogni singola scelta dei protagonisti.

Il film non ha la pretesa di dire quale delle due vie sia quella più giusta, quella che sa rendere più felici. A modo loro, entrambi hanno ragione, entrambi torto.

Non nascondo che dopo un finale che considero assolutamente amaro, ho speso molto tempo a riflettere su quale dei due modi di vivere fosse quello più opportuno.

Quando un’opera, qualsiasi essa sia, riesce a farti riflettere e mettere in discussione, è già degna di essere contemplata.

Un apprezzamento va anche ai due attori, Chris Hemsworth, nei panni di Hunt e Daniel Brühl in quelli di Lauda. Quest’ultimo era già una garanzia, specie dalla sua performance in Bastardi in Gloria. Sul primo invece avevo delle remore, avendolo visto principalmente nei panni di Thor, ma sono rimasto piacevolmente sorpreso dalla sua bravura. Ipotizzo che incominceremo a vederlo sempre più spesso al cinema.

Degna di nota anche la presenza di Pierfrancesco Favino nei panni di Clay Ragazzoni, che dopo aver presenziato in World War Z al fianco di Bred Pitt, adesso ci delizia tra le mani di Ron Howard!

Questo film mi ha toccato molto e lo consiglio vivamente anche ai non amanti del genere, proprio come me!

“La felicità è un nemico. Tutto a un tratto ti rendi conto che hai qualcosa da perdere”

Daniel Brühl nei panni di Niki Lauda

di Valerio Dilo

16 ottobre 2013

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