Biennale di Venezia: proiezione della nuova copia restaurata di “Le mani sulla città” di Francesco Rosi

Biennale di Venezia: proiezione della nuova copia restaurata di “Le mani sulla città” di Francesco Rosi

F.RosiIn occasione della Biennale di Venezia, e della Serata di pre-apertura della celebre 70esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica (28 agosto – 7 settembre 2013), prevista per il 27 agosto prossimo, presso l’Arena di Campo S. Polo, verrà proiettata la nuova copia restaurata di “Le mani sulla città” (1963) del regista napoletano Francesco Rosi, probabilmente il film neorealista più rappresentativo di tutto il suo cinema, nonché pellicola vincitrice del Leone d’Oro alla Carriera.
Le mani sulla città” è un film-denuncia sulla corruzione e speculazione edilizia dell’Italia degli anni ’60, dove l’imprenditore senza scrupoli Edoardo Nottola, interpretato da un ottimo Rod Steiger, aspira a sottomettere ai propri voleri la città in cui vive, per farsi eleggere assessore comunale. Il problema però, è che il suo fortissimo desiderio viene ostacolato dal cedimento strutturale di un edificio da lui progettato, mettendolo in cattiva luce alle votazioni. Immediatamente, pensa bene di abbandonare il partito di destra per quello di centro, riuscendo così a vincere le elezioni. In “Le mani sulla città”, Francesco Rosi sfrutta abilmente la tecnica semi-documentaristica, esponendo gli eventi così come si verificano sullo schermo, accompagnando il tutto al bianco e nero della fotografia impeccabile di Gianni Di Venanzo, caratterizzata da una parte dall’impiego di immagini fortemente contrastate, scelte per rappresentare il comizio elettorale delle fazioni avverse, e dall’altra dall’utilizzo di tonalità grigie, classiche del reportage, per descrivere gli ambienti in cui si svolgono i fatti.
Infine, tra gli altri film di Francesco Rosi, sono da ricordare “La sfida” (1958), con riprese effettuate nel mercato ortofrutticolo di Napoli, che è valso al regista il Premio Speciale della Giuria, “Salvatore Giuliano” (1961), vincitore dell’Orso d’Argento a Berlino, esempio efficace di cinema politico, e in particolare di reportage giornalistico usando materiale di repertorio, “Il caso Mattei” (1972), vincitore della Palma d’Oro a Cannes, dove viene ricostruita anche questa volta sotto forma di reportage, la vita del presidente dell’Eni, un grande Gian Maria Volonté, poi scomparso in maniera misteriosa, “Lucky Luciano” (1975), sempre con Volonté, che interpreta il celeberrimo boss siciliano, “Cadaveri eccellenti” (1976), film sul terrorismo che è valso a Rosi il Premio David di Donatello, “Cristo si è fermato a Eboli” (1979), che ha ottenuto il Premio David di Donatello per miglior film e regia e il premio come miglior film straniero ai Bafta, gli Oscar inglesi, “Cronaca di una morte annunciata” (1987), in Concorso a Cannes e “La tregua” (1997), dal romanzo di Primo Levi e vincitore del Premio David di Donatello.
Non resta quindi che aspettare la prestigiosa serata del 27 agosto 2013, per ricordare il lavoro tecnico ed artistico del popolare director Francesco Rosi, un autore che la Biennale di Venezia e, subito dopo,  la 70esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica tenevano ad onorare.

Selene Virdò
16 luglio 2013

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