La pratica della mummificazione si estendeva in Egitto anche a quegli animali, detti sacri, nei quali potevano incarnarsi alcune divinità. Uno degli animali di cui sono state ritrovate più mummie è il gatto che veniva sepolto nella tomba del proprietario affinché nell’aldilà il defunto potesse godere della sua compagnia. Questa mummia riproduce solo la testa del gatto, mentre cela all’interno di un grande bozzolo in tessuto di lino la restante parte dell’animale. Risale al II secolo a. C. e appartiene al Museo Egizio di Torino. Foto di Cinzia  Albertoni.

La pratica della mummificazione si estendeva in Egitto anche a quegli animali, detti sacri, nei quali potevano incarnarsi alcune divinità. Uno degli animali di cui sono state ritrovate più mummie è il gatto che veniva sepolto nella tomba del proprietario affinché nell’aldilà il defunto potesse godere della sua compagnia. Questa mummia riproduce solo la testa del gatto, mentre cela all’interno di un grande bozzolo in tessuto di lino la restante parte dell’animale. Risale al II secolo a. C. e appartiene al Museo Egizio di Torino. Foto di Cinzia  Albertoni.
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