Iran: il nuovo Presidente Rohani apre al dialogo con il mondo

Il nuovo eletto Presidente iraniano Hassan Rohani ha affermato sabato che il suo governo applicherà una politica di “intenti costruttivi con il mondo” e difenderà “tutti i diritti dell’Iran”. La “moderazione in politica straniera significa intenti costruttivi e affettivi con il mondo”, ha dichiarato, durante un intervento televisivo.
“Nel discorso moderato, il realismo è un principio di base tenendo conto dei valori e degli ideali della Repubblica islamica”, ha aggiunto lo stesso Rohani. “Questa politica sarà condotta con il mondo attraverso il dialogo con gli altri che dovranno essere fondati sulla legalità e il rispetto degli interessi e della fiducia”.
La questione nucleare è il principale dossier del prossimo governo mentre l’Iran è colpita da pesantissime sanzioni imposte dagli Stati Uniti e dai paesi dell’Unione europea che hanno immerso il paese in una grave crisi economica, con un’inflazione ufficiale del 32% e una riduzione notevole del valore della moneta nazionale.
Il nuovo Presidente ha anche parlato di una politica d’interessi con l’Occidente. Le relazioni tra il Presidente uscente Mahmoud Ahmadinejad e i paesi occidentali erano tese a causa delle dichiarazioni tempestive sulla scomparsa di Israele o la non esistenza dell’olocausto. Rohani è un religioso molto moderato, è stato eletto il 14 giugno con il 50,7% delle preferenze deve succedere il prossimo 3 agosto al Presidente uscente Hamadinejad.
“Il messaggio degli elettori era un messaggio di pace e di riconciliazione, un messaggio d’unità e di coesione nazionale. Un messaggio di rifiuto della violenza dell’estremismo”, ha dichiarato Rohani, aggiungendo che “tutto il mondo deve comprendere questo messaggio e rispondere in maniera appropriata”. “Gli iraniani hanno scelto un nuovo cammino (…) Hanno voluto dire che vogliono un cambiamento (…) il prossimo governo è costituito dalla maggioranza dei voti della popolazione (…) e il cammino scelto è quello della moderazione”, ha aggiunto.
Nel 2009 i candidati riformatori, Mir Hossen Moussavi e Mehdi Karoubi avevano rifiutato la rielezione di Hamadinejad e denunciato brogli elettorali. Chiamarono i loro sostenitori a manifestare e il movimento di contestazioni generò grande caos nel paese. Rohani invece ha garantito che il suo governo agirà solo per vie moderate. La diplomazia internazionale continua a monitorare la situazione.
di Manuel Giannantonio
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29 giugno 2013





