Liz Truss e i “Pop Cons”, conservatori inglesi che vogliono ridarle voce

Nonostante la sua fallimentare esperienza come Capo di governo, Liz Truss vuole rimanere in gioco in seno ai Tories. Pochi giorni fa ha presentato il suo movimento, il Popular Conservatives, già ribattezzato “Pop Cons”. Il suo obbiettivo è portare il partito a spingersi più a destra, in prospettiva di future elezioni politiche.
Liz Truss non molla. Malgrado lo scottante fallimento come Primo Ministro britannico, posizione che ha coperto per soli 49 giorni prima di essere estromessa dal suo proprio Partito nell’ottobre del 2022, l’ex Capo di governo vuole continuare a pesare sulla politica di Westminister.
Il suo neonato movimento ha come obbiettivo di restaurare “la rappresentatività democratica nel Regno Unito e portare a buon fine delle politiche conservatrici popolari”, viene indicato nell’invito alla conferenza stampa che si è poi tenuta nella mattinata di martedì 6 febbraio a Westminister.
Diverse figure della Brexit erano presenti, a cominciare dall’ex leader del UKIP Nigel Farage. Il capofila dell’ultradestra è venuto in qualità di presentatore su GB News, la nuova rete di opinione inglese, ma le sue simpatie per la frangia di destra dei Tories erano già note.
Nei ranghi dei “Pop Cons” troviamo anche l’ex leader dei conservatori alla Camera dei comuni Jacob Rees-Mogg, che si era imposto come fervente partigiano di una Brexit “dura” all’epoca dei negoziati con Bruxelles.
Lanciando questo movimento, Liz Truss vuole spingere i conservatori ad abbracciare idee ancora più a destra. Dal giorno del suo “licenziamento”, l’ex inquilina di 10 Downing Street tenta regolarmente di imporre le sue idee, esortando il governo a ridurre le tasse, ergersi a baluardo della “guerra culturale”, a tornare su alcune misure per raggiungere emissioni zero, o ancora istaurare più strette politiche sull’immigrazione.
Il movimento sarà diretto da Mark Littlewood, molto vicino alla Truss, ex direttore generale del think-thank ultraliberale Institute of Economic Affairs. È a lui che l’ex Primo ministro deve il suo “mini-bilancio” – tagli fiscali massicci, non finanziati – che aveva scatenato il panico sul debito britannico.
In un commento rilasciato al “Sunday Telegraph”, Mark Littlewood ha affermato che, finalmente, dai tempi di Tony Blair “le istituzioni e il quadro legislativo del Regno Unito andavano ora in direzione degli obbiettivi dei conservatori”, citando come esempio la politica di rinvio dei migranti verso il Rwanda, censurato poi dalla Corte suprema di Londra.
Il timing di questa presentazione è strategico: i Tories si apprestano a scrivere il loro programma in vista delle prossime elezioni politiche, che si terranno al più tardi nel gennaio del 2025. I Popular Conservatives sperano fare da contrappeso al riposizionamento della linea del Partito, posta in essere da Rishi Sunak da quando è stato nominato Primo Ministro.
Per il momento, questo riposizionamento non porta molti frutti nei sondaggi, ancora troppo favorevoli all’opposizione laburista. Da qui l’appello ad una radicalizzazione della linea di partito. Il “Conservatorismo Popolare”, è tornare “alla formula che ha fatto sì che la gente votasse per i conservatori”, spiega il deputato Damien Moore al “Daily Express”.
Nonostante quello che si appresta essere una sorta di boicottaggio, Liz Truss e i membri del “Pop Cons” non dovrebbero chiedere le dimissioni di Sunak, quinto leader conservatore dal referendum del 2016.
Difficile sapere quanti politici raggiungeranno i ranghi dei Popular Conservatives, finché Liz Truss rimarrà così impopolare nel Regno Unito. Un’indagine dello scorso gennaio, realizzata dalla società di sondaggi Savanta, gli ha attribuito una popolarità pari a -54, la peggiore mai ottenuta da una personalità politica britannica.





